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Er sorcio

Core pe la stanza,
disgraziato de n'sorcio,
mo che de cacio s'è fregato,
no scorcio.
Vedessi che zompi,
pare na furia,
manco na perpetua,
drento la curia.
Ai voja a core,
c'ha sempre n'vantaggio,
strignenno tra i denti,
er cacioformaggio.
Ha superato,
l'urtima prova,
scappano felice,
da na trappola nova.
Solo alla tana s'è rigirato,
guardanno com'ha dì,
t'ho a rifregato.

 

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3 commenti:

  • La Gala il 11/06/2009 14:10
    fantastica. sei n grande.
  • Phil Ethasimon il 06/08/2008 15:20
    M'hai fatto ricorda' l'antro giorno der topo che m'ha regalato la gatta mia..

    Bellissima! Bravo
  • stefano capolongo il 23/07/2007 11:34
    bellissima! e da romano dico che non è facile comporre in romanesco... complimenti!

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