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Carlotte

Carlotte

N’facce o mure, ce stà nu manifeste, ( listate a lutte, è na cosa meste.
Liegge e pienze” chi o ssape a chi è tuccate,
a chi o Pataterne mmò ha chiammate”

nun t’adda sfrennesì addimmannanne: “ Della Cioppa Carlotta, sissant’anne,
lasse o marite, e figlie, e ll’amice”,
ma chi era, sta carte nunn’o ddice:

nunn’era bella, ricche, ne laureate,
a vite, in prima fila l’ha campate.
Nu frungellucce, fragile ma toste,
semp’appriess’a Madonne, senza soste.

Ne parlave comme se fa a na sore.
Comm’era fatte? Tutta lengue e core!
A prucessione purtanne attuorne o sante, nunn’è cchiù a stesse, Carlotte cchiù nun cante!


Pino Carosis

 

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2 commenti:

  • michele marra il 22/04/2007 11:00
    La poesia per avere un futuro deve tendere all’essenzialità.
    Superiamo il decadentismo con una nuova poetica di ricerca dei termini, di corretta allocazione della parola, di messaggio completo e compiuto, prima nella mente del poeta e poi esteso agli altri.
    La lirica non può essere solo sfogo del poeta, ma messaggio per gli altri.
    Cosa deve fare il poeta? La sua è la ricerca della parola, del termine giusto da inserire al proprio posto, della scultura del “termine” della venatura della parola, come se fosse marmo. Solo così decollerà il nuovo rinascimento della poesia.

    Michele Marra
  • michele marra il 03/09/2006 09:30
    Una descrizione concreta di una persona che ha lsciato sicuramente un vuoto nel piccolo paese di Castel Morrone. Alcuni termini e versi andrebbero levigati meglio

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