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Romolo e Remo

Dice che poi, la "Lupa",
l'ha dati a baja,
a la moje de n'pastore.
Che li portò  a casa,
drento a n'cesto fatto de paja.
Dice, sarvognuno, che Romolo,
persino, mozzicava la zinna
a la madre.
Già se vedeva
lo stile der padre.
Manco omeni aniedero,
a li castelli, a arbalonga.
Te dico là scoppio,
n'subulio.
Er primo c'ammazzorno,
lo Zio Amulio.
Pare che fù Numitore,
er Nonno a chiedelo,
per favore, d'ammazzaje,
er fratello traditore.
Dice che poi cor permesso,
de Nonno,
anniedero su pe li colli,
pe fonnà, la padrona der monno.
Se misero uno su l'Aventino,
l'antro sur Palatino.
Pe che fa, guardà l'ucelli.
Mo dice si ma chi vince?
Chi ne vede de più?
O chi vede li più belli?
Pare che Remo ne contò
na mezza dozzina, verso er colle oppio.
Ma Romolo già piava l'aratro,
io n'ho visti er doppio.
Ma ste parole Remo,
le prese n'canzonetta,
sartò er confine facenno cojonella,
fù lì che Romolo je sventrò le budella.

 

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