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La gara podistica

Mi delizia
il brivido che corre
nella schiena
prima dello sparo.
L’afrore della calca
che trasuda balsamo
e tossina.
L’adrenalina che
rende il ventre molle
la bocca impasta
e il passo malsicuro.
Oggi la tersa primavera
renderà l’asfalto
un nastro di velluto.
Ieri sera ho bevuto
mangiato troppo
e dormito male,
ma lo schiaffo del mattino
mi ha rigenerato
e a poco a poco
l’animale si ridesta
stira le membra
e gli artigli scopre.
Sono una belva in corsa:
tremino le gazzelle
fra le acacie.
E mentre tace la giungla
d’asfalto intorno
e ancora dorme con un filo
di bava sul guanciale,
ecco l’animale in corsa
dilatati i polmoni,
coi suoi fratelli in branco
alla caccia del tempo.

 

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5 commenti:

  • Antonio Tanelli il 29/12/2014 12:49
    originale e... via di corsa!
  • Beatrice Faldi il 04/11/2010 17:11
    È una poesia dotata di splendida musicalità anche se esalta solo una parte dell'essere umano... la parte più primitiva... la parte animale che è in noi.
    Forse il troppo correre -per quanto possa far sentire l'uomo momentaneamente libero-rischia di condurlo alla perdita di se stesso.
  • marilena il 30/07/2010 17:01
    sensazioni primitive che ci ricordano che apparteniamo ad una specie, la corsa è un'attività tra le più istintive che dona libertà e forza
  • Andrea Arvati il 07/03/2010 23:34
    grande descrizione di un "momento". pura gioia
  • Anonimo il 25/07/2009 10:48
    wowww... bellissima...

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