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A Caterina, la mamma di Giovanni Pascoli e al suo figliuolo

Là, nel giardino,
nei dì di primavera
soleva riposare su una
panca,
la tua mammina giovane,
ma stanca,
o fanciullo poeta.

Presso di lei sedevi;
sul suo grembo
il tuo capo posavi;
la tenera chioma
t'accarezzava ella e
ti parlava...
Di profumi e di aromi:
del bergamotto
e della cedronella,
dei fiori di vitalba...
Ed anche delle rose,
di purpuree peonie che facevan
da sfondo.
Ella ti parlava...
E ti diceva
di come ogni cosa
fosse buona e bella...
Tu la ascoltavi:
e si nutriva il cuore
di quella poesia
che in te già era.
E una dolce pace
si effondeva
nell'antico giardino.

E quando andavi
a scuola, la tua mamma,
compiva un gesto mistico,
sì bello, comune a tutte le mamme:
presso il cancello
stava e, con un cenno di saluto,
Ella, ti benediva;
al pari la mia mamma,
dal davanzale schiuso.

Ma un giorno, la tua mamma,
fanciullo poeta,
fu dal Cielo chiamata.

Avevi tredici anni,
e tanti lutti,
ma li pensavi tutti,

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2 commenti:

  • Giuseppe Tiloca il 18/07/2009 15:22
    Giuseppina, sei veramente brava. in questa poesia.. ritrovo questo bambino e la sua mamma, è una sensazione bellissima. Troppo bella. e poi io adoro Pascoli, e tantissimi altri autori, mi fanno venire i brividi!
  • loretta margherita citarei il 17/07/2009 20:12
    piaciuta

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