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L'ottava con l'anta

Sudava nella notte buia
dopo la tempesta accesa
di bagordi esagerati.

Il sonno del Piccolo San Bernardo
giocava sui fili di stelle cadenti
e i richiami soavi del bosco
agitavano i cuscini nudi al vento.

Sette volte bussò il gufo alla finestra,
l’ottava il Santo doveva accogliere
la sua intima richiesta.

Sollevò i piedini gonfi
dal letto giallo dei sogni esauditi
scricchiolando i battenti arrugginiti.

Una bolla d’amore ancestrale
colse delicatamente la maniglia,
aprì l’anta in bilico d’incertezza
nel mezzo della sera stralunata.

Dondolando sulla sbarra della brezza
un taglio netto in mezzo al petto
fissò al muro un urlo di speranza.

 

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9 commenti:

  • Anonimo il 24/03/2010 21:13
    Questa è una bella poesia. Non le altre cinque da qualche istante lette.
    C'è stoffa in questo componimento.
  • sara zucchetti il 10/08/2009 21:18
    complimenti per la fantasia è una favola scritta poeticamente! bella
  • Anonimo il 29/07/2009 15:13
    Un sogno conturbato ed un sonno "disturbato" ma musicale. Bella.
  • Annamaria Ribuk il 28/07/2009 13:01
    ... giocare sui fili di stelle cadenti...
    che emozione... bella... Ann!
  • Nicola Saracino il 22/07/2009 14:10
    Deliziosa. Grazie.
  • Vincenzo Capitanucci il 22/07/2009 00:31
    Magica... Terry... complimenti...
  • Anonimo il 21/07/2009 23:58
    bella originale e ben scritta
  • nicoletta spina il 21/07/2009 23:20
    La bolla d'amore ancestrale ha fissato l'urlo... e tu doni sempre il tuo sentire con bellissimi versi. Un abbraccio, mia cara Terry
  • Anonimo il 21/07/2009 23:09
    molto bella

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