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Lettera aperta (con saluto) a Massimo Vaj

O Vaj

Come l’olio di cui porti il nome
nella più antica e nobile delle lingue vive
Scorri dal Centro fino al dito di chi scrive
E lo fai adirar sapessi come

O Vaj

Tu che scrivi con disinvoltura
e dell’italiano amministri
da bravo artiere almeno due registri…
vai ora, e abbine cura

ancora

e non lasciarlo mai

ma per favore Vaj


La poesia è altro

non è dell'uomo scaltro

che fa proselitismo

da un conformismo

divinizzato

no, è dell'avvinazzato

che canta in osteria

che inventa una bugia

vera, è per chi sa - lo sai? -

di non sapere

e non lo abbagliano le tue sacre sfere

annichilite dai volti

umani, né i tuoi pallidi riflessi capovolti


per cui pensaci ora

e vai,

o Vaj.

 

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9 commenti:

  • Nicola Saracino il 08/05/2011 17:12
    Sì Giacomo, interessare un lettore è la più grande conquista di chi scrive. Un lettore che non legge per capire come scrivere o come non scrivere, ma per il piacere di leggere. Sono perfetamente d'accordo con te e, se ti ho interessato in veste di lettore, me ne faccio un vanto.
    Nicola
  • - Giama - il 08/05/2011 09:29
    caro Nicola, ho preso questa a caso tra le tue tante opere, avendone già lette alcune, per lasciare un breve pensiero..
    Scrivi veramente bene, secondo il mio modesto giudizio, e per questo motivo non puoi farne vanto.
    Forse ti può essere più gradito sapere che mi piace come scrivi al punto che mi soffermo a leggere anche i tuoi commenti...
    mi interessano e mi divertono...
    e credo che "interessare" un lettore che passa tra le vie del sito non sia semplice, ma sia una vera conquista... e di questo ne puoi fare vanto!
    un caro saluto
    Giacomo
  • cesare righi il 23/07/2009 13:40
    no, a quello non le avrei regalate 5 stelle, credimi.
    La poesia comunque sempre bella
    Ciao N
  • Nicola Saracino il 23/07/2009 12:47
    ... finendo con '... pallidi riflessi capovolti'. Voilà.
  • Nicola Saracino il 23/07/2009 12:46
    E comincerà con 'La poesia è altro... ', giusto per diradare ogni dubbio... Nicola
  • Nicola Saracino il 23/07/2009 12:39
    Caro Massimo,
    in verità tu c'entri poco. Non c'è nulla di ciò che scrivo che sia diretto a una persona e basta, e davvero non credo che tu come persona voglia fare proselitismo.
    Quando potrò cercherò anche di accostarmi con maggiore attenzione al tuo pensiero, che mi attrae come qualsiasi pensiero.
    Quanto al mio scritto che ha per titolo il tuo nome, sappi che muterà presto pelle: Vaj in lingua albanese significa olio, e quello sarà il titolo quando (credo molto presto) i nostri piccoli battibecchi scenderanno nell'oblio: Olio.
    Ti saluto calorosamente.
    Nicola
  • Nicola Saracino il 23/07/2009 12:26
    Originale Cesare originale... senza di Massimo l'avrei scritta con l'organo virile, come tu dici, ed anche a quello avresti regalato 5 stelle...
  • cesare righi il 23/07/2009 11:54
    entro in punta di piedi e silenzioso in tal consesso. A Massimo regalo 5stelle per la poesia di Nicola che senza lui col "cazzo" l'avrebbe scritta e te Massimo ti aspetto in quella sporca e fumosa Osteria dell'Anima in Rue Oberkampf - Paris.
    Ti offrirò una calda birra e guardandoti negli occhi ti dirò: Massimo, ma Vaj... in poco tempo quante cose mi hai fatto scoprire!
  • Anonimo il 23/07/2009 09:42
    Ho viaggiato tanto su quel treno, mortificandolo con il mio fumare più feroce del suo, e non sarei mai sceso a guardarlo da fuori, perché ci stavo bene in quella sofferenza. Un giorno una volontà mi ha fatto scendere con un trucco, mettendo in forse il mio soffrire, me l'ha fatto guardare e ha voluto rendermi lucido a sufficienza per considerare che quelle su cui scorreva erano rotaie imbullonate a terra, allo stesso modo della mia esistenza. Poi mi ha lasciato libero di scegliere se risalire o avviarmi a piedi nel deserto. Ora sono trent'anni che giro a vuoto tra le dune, e ho una sete bestia, ma l'ultima cosa che desidero è risalire su quel treno.
    Grazie, amici, di avermi capito.

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