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LA MELA MARCIA

Tra vergini garantite e impenetrabili
dal più ardito e indigente bruco,
scansa quel DOC da un misero buco
una mano strana che prende quella marcia.
Da screanzata la povera pazza
la diede a galeotti e a maiali
senza parcelle, senza costolette
per una carezza che buca la mano
e l’ebbrezza di nome comune.
In una duna un branco di cammelli
saltano di qua e di là dentro una cruna
sopra le altre mele sepolte e immacolate
con guaine di pistole che sparano rum.
Con nomi lunghi diecimila miglia,
con libri di scuole molto dure
che quelle nere non hanno frequentato:
dove t’insegnano a marcire in altro modo.

 

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5 commenti:

  • antonio sammaritano il 05/09/2006 12:10
    ti ringrazio per aver letto qualcosa di me. Anche quello che scrivi tu è molto bello soprattutto perchè sentito. Ciao Flavia e complimenti
  • antonio sammaritano il 05/09/2006 12:09
    ti ringrazio per aver letto qualcosa di me. Anche quello che scrivi tu è molto bello soprattutto perchè sentito. Ciao Flavia e complimenti
  • flavia delpino il 04/09/2006 17:10
    Bella, l'originalità d'espressione dice e non dice!!
  • flavia delpino il 04/09/2006 17:08
    Ci sono molti modi per essere una mela marcia!!!

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