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El can del barbon

El vecio che tirava el carett pien de strassi,
l'è mort ieri l'altro per improvviso malor.
Passava la vita tra l'osteria e i rovinassi,
magnando gli avansi della xente de cuor.


El aveva un cagnett, come lù, disperà,

trovà chissa dove, pien de pulsi e de rogna,

ma lù i lo trattava da vero pascià,

legai stretti dal destin de nà vita da fogna..

al so funeral el cagnett l'abbaiava,
el voleva sveiar el pore paron,
i lo gà trovà mort alla prima giassada,
cuccià sulla tomba del vecio barbon.

Par la xente che compra l'amor per la strada,

'n amor come questo no gà 'na rason,

ma par mì che lo serco per ogni contrada

pagaria per amar come el can del barbon.

 

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7 commenti:

  • Franca Maria Bagnoli il 05/04/2006 16:14
    Grazie, Stefano di aver risposto al mio commento. L'affetto dei nostri amici animali è incredibile. <br />
    Ciao. Franca.
  • Stefano Monti il 05/04/2006 13:51
    Cara Franca questa poesiola in dialetto veneto è nata da una notizia che avevo letto alcuni anni or sono su un giornale locale e che mi aveva molto colpito per la sua tristezza e per l'immenso messaggio d'amore che trasmetteva. Anche la tua testimonianza è stupenda. Grazie.
  • Franca Maria Bagnoli il 19/03/2006 19:22
    Una poesia toccante. Commuove e fa riflettere. Il mio bisnonno Nicola aveva un uccellino che svolazzava, libero, nella sua stanza. Quando il mio bisnonno morì lo seguì, volando sulla bara. All' improvviso cadde a terra, fulminato dal dolore. Mia nonna conservò l' uccellino nella carta gialla. Tanti anni dopo io e mio cugino, frugando tra i cassetti, <br />
    trovammo il suo minuscolo scheletro. Ciao. Franca.
  • Stefano Monti il 22/02/2006 10:56
    Grazie caro Giovanni per il commento positivo che mi ha rivolto, non mancherò di leggere qualche sua poesia. Un caloroso saluto... Stefano
  • Giovanni Di Girolamo il 20/02/2006 18:12
    Spett. le Sig. re Monti,
    poesia molto delicata.
    Uno stile nella tradizione del suo conterraneo Biagio Marin, "straniero" in patria.
    Preciso che (forse) il poeta rimane per sempre uno straniero in patria o un apolide o un "alieno"! Un po' come quel "can del barbon" di cui Lei narra nei suoi acuti versi.
    Se Le va, legga qualche mia poesia e lasci un commento.
    Giovanni

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