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Notte di follia

Raccontami tu, caro Luciano
che significa viver in profonda pazzia
con l'amata madre che ti tiene per mano
sei tu deriso dagli abitanti della via.

Ricordo, in quella magica notte,
saran state le tre, le stelle brillavan,
io, che sognavo di mangiar pere cotte,
e intanto giù, Luciano che urlava.

D'un tratto furon come esplosioni
colpi secchi e di grande fragor
mi svegliai e fra millanta sensazioni
sentii che di polver da sparo comunque, non v'era odor.

V'era invece uno sbatter di porte
che veniva dal pian terreno, la tua casa,
noi pensammo: "È presagio di morte",
poi capimmo, era Ciano che ci minacciava.

"Vi uccido tutte, maledette bastarde!"
queste crude parole la tua gola partorì
e noi, come quattro codarde,
sprangammo la porta e per giorni nessuno uscì

Poi venne Marzo e la primavera sbocciò
scoprimmo che di film sol tu vivi
e fu grazie alla tua badante che ci avvisò
che or, quando ci vedi, con tanto amor ci sorridi.

 

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6 commenti:

  • claudia bugliani il 10/02/2009 00:21
    mi è piaciuta
  • Giovanni Di Girolamo il 12/06/2006 16:16
    Ciao Marina,
    molto sensibile il tuo animo... complimenti!
    Se Ti va, leggi e commenta qualche mia poesia!
    Giovanni
  • Andrea Franco il 16/02/2006 13:36
    di materiale ce n'è, ma avrei curato di più la resa metrica.. a volte si perde il ritmo con versi troppo diseguali. A presto. Andrea
  • Marina Walker il 08/02/2006 15:57
    Ti ringrazio, anche se la poesia non è un granchè...<br />
    Comunque si riferisce ad un fatto realmente accaduto, assai spiacevole tra l'altro

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