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La rivoluzione nel nome del C’è

Non puoi stare contemporanea-mente davanti al calore del forno

e volare tra le alte pale alate di un mulino a vento

tempi disumani ritmi assurdi

il pane è bruciato le tue ossa macinate

quale ingranaggio mostruoso si è inventato l’uomo
per creare tempi a lui morti impedendosi di essere l’amante della sua anima

grane mantenute in mortali granate da pochi uomini dieci multinazionali cento chiese mille famiglie avide di potere

come posso canta-re di spirito saggio ai Tuoi occhi smunti dalla fame

di quale rivoluzione posso parlare oggi non conoscendo neanche più chi è il nostro vero nemico

in quale piazza furibondo scendere se non in noi stessi in un in-contro scontro fra i vari me

la violenza esterna ci ha sempre fatto cadere dalla padella alla brace non migliorando mai le cose provocando all’essere umano sempre più povero in se stesso soltanto un addebito di sofferenza in più

non rimane che rivoluzionarci dentro ritrovando la via del sole interno quale sogno d'astro fisso

l’unico vero paradiso in noi di una terra dal corpo promesso

ad un funerale vado in-cravattato nel vago strangolato da un cordone siderale non posso essere che triste non potendo esultare per un aldilà lontano dove non sono mai andato pur essendoci probabilmente nato

dammi ti prego una breccia uno squarcio d’azzurrato cielo in terra prima di essere da
fatal-mente azzerato

dona all’in-se-mi-nato i semi del divino rosso papa-vero
soltanto pane vero lievitato fra le oppiacee calde indu-l-genti braccia

dell‘Amore

Fermati illuminaci nel nostro eterno mezzo-giorno con le ombre di mezzanotte
appagate

oh Sole!!!!

 

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8 commenti:

  • Anonimo il 01/09/2009 20:56
    Vecchia Maria stai per morire, voglio dirti qualcosa di serio.. credi nell'uomo che sta per arrivare, credi nel futuro
    che non vedrai. Giuro su i miei ideali che i tuoi nipoti vivranno l'aurora, la tua vita ha portato l'orribile vestito della
    fame.. ma ti dico con la voce della speranza che un altro futuro e' possibile. Prendi questa mano che sa di bambino fra le tue..
    Solo un ricordo di qualcosa scritto dal Che.. e un bravo a te per questa altissima poesia.. che invita a riflettere
    e a ripensarci.
    hm
  • cesare righi il 01/09/2009 18:14
    superlativa, c'è! Sì, questa c'è veramente!!!!!!!
    Il passo più bello per me: un aldilà lontano dove non sono mai andato pur essendoci probabilmente nato
    strepitoso Vin-c'è eh eh
  • loretta margherita citarei il 01/09/2009 15:11
    incredibile!
  • Anonimo il 01/09/2009 14:32
    meravigliosamente originale
  • Anonimo il 01/09/2009 14:18
    letta e riletta è molto bella
  • Anna G. Mormina il 01/09/2009 14:05
    "... come posso canta-re di spirito saggio ai Tuoi occhi smunti dalla fame...", ... come posso parlare a chi muore di fame?

    ... la 'rivoluzione' di questa tua poesia, ha lo spirito di un Che Guevara e d'un Don Chisciotte...
    ... la 'chiusa', una preghiera rivolta a Dio!

    Vincenzo... una meraviglia di poesia questa!!!... bravissimo!
  • Giuseppe Tiloca il 01/09/2009 11:55
    Appena sono entrato mi sono spaventato, versi lunghissimi! Lretta con calma, piaciuta. Oh sole, bellissimo!!!
  • giusi boccuni il 01/09/2009 11:02
    eccola, stupenda!

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