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La strada per Aghar

Dolce amico, hai visto la terra,
dei pezzi almeno delle isole,
hai pescato nei libri
perle di saggezza,
pozzi d'immondizia,
hai scritto sui muri
la tua libertà:
solo un sogno
o la sporca realtà?
Prendilo in bocca,
via dal nord, verso il sole...
il grosso membro del buonumore,
buco del culo alla morale,
tutti all'ospedale;
hai sorpreso negli occhi
la quintessenza
dell'ingiustizia
e dell'amore,
in cerca perenne
del non so che
che rompe il dolore
dentro il bicchiere
e su piatti tableaux,
di una lingua melodia infinita
di vita senza corde,
di vita anagrammata,
di vita spezzata
da una rima trita e ritrita,
hai pianto a lungo
sulla strada per Aghar
i neon si sono spenti
e le genti nascoste in ciò che rimane dei boschi.
Dolce amico, ora mi guardi,
che fai, non tocchi?
le vie sono strette,
le piazze maledette,
i libri invenzione,
i muri interdizione,
gli occhi solo lo specchio
di un nucleo compatto:
tutto, l'odio, l'amore,
lo stesso...

 

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2 commenti:

  • loretta margherita citarei il 02/09/2009 17:47
    bella a volte cruda
  • Anonimo il 02/09/2009 15:20
    meraviglioso e duro canto che spezza il cuore in pensieri di malinconia... bellissima rincorsa di un'anima pura verso la libertà di illusioni tradite dalla bruttezza della mediocrità... dallo squallore di un mondo che succhia sogni e linfa vitale... non si può che trattenere

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