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POMERIGGIO MARINO

POMERIGGIO MARINO



Nella calura i colori cadono dall’orlo delle corolle
dei fiori dalle mille forme armonie perdute in suoni e voci
sulle colline moribonde si radunano spettatori e spettri
canti mai spenti , spiriti erranti.
Fianco a fianco fin quando il sole non tramonta
per svanire dietro l’orizzonte del nervoso mare.
Una gran festa fanno abbracciandosi l’un l’altro
le nuvole nel cielo riunite dal vento.
Le carovane dei gitani passano attraverso
i monti dai volti sereni e sapienti.
Lode alla natura e al cielo, solcato
dagli uccelli sparsi nell’aere puro.
Presagi forse di tempi oscuri.
Seduti i vecchi fuori l’uscio delle loro
minuscole case parlano dei tempi andati
d’avventure passate, d’amori sepolti sotto alberi antichi.
Un sorriso solca il viso, espressione crudele
d’un tempo rincorso e trascorso.
Com’è dolce tutto il discorrere e tutto il mentire
dei suoni. Con tal suoni diversi il nostro amore
danza su variopinti arcobaleni.
Tutto s’allontana, tutto ritorna
eterna gira la ruota dell’essere.
Racchiusi tra due fragili foglie
figli della madre guerra.
Eco di voci incrociati nei venti.
Mulini colmi di grano maturo.
Il fiume dell’esistenza scende
tra i campi d’ orzo e frumento.
Sole le anime morte vagano
alla ricerca delle loro amate in terra.
Disperate le oche e le galline al canto
del gallo lunare sotto le stelle.
Il paese intero prega l’arrivo della pioggia
d’un segno che sappia scacciare
via i demoni dai loro corpi incalliti dal dolore del tempo.
Silenzi irreali scenari di morte e di vita campestre.
Cavalieri erranti alla ricerca d’un amore leggendario
giungono dalle lontane teutoniche terre.
Tra i boschi si dischiude la mente,
risorge l’antico spirito silvano
confuse note, piccole perle di venere
distesa sulla bianca sabbia ignuda.
Se nome bagna l’animo
annegano i vinti nell’acqua marina.
Sé sogno è lungo quanto il giorno
passione ritorna ramingo a bussare il cuore.
Sé la vita è figlia della morte, la natura corona l’arte d’alloro.
Sé il mio canto è amore al pari del mio nome:
Amore e tutto ciò che si legge nell’animo dell’amata.
Ella è allora amore e morte in questo
silente meriggio di fine settembre.

 

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