PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Finché esiste la morte non può esserci un vero paradiso

A diciotto anni
nelle poche ore di libertà
concesse dal collegio
andavo a dare quattro calci ad un pallone

non andavo in discoteca
per il semplice motivo
di non volermi trovare una ragazza

pensavo
se un giorno morisse
ne morirei anche io

poi
sul mio cammino
volgevo il mio sguardo altrove

vedevo un leone divorare una gazzella
e non sapevo più con chi dei due morire

in questi crudeli istinti di nostra Madre natura
non vedevo più da nessuna parte l’Amore

ruggenti istinti sentiti nella mia stessa natura d’uomo
mi ferivano

nel mio cuore poco a poco stavo morendo anche io

 

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

10 commenti:

  • Anna G. Mormina il 08/09/2009 14:26
    ... ma arrivò un Angelo Blu...
    ... m e r a v i g l i o s a!!!!
  • M. Vittoria De Nuccio il 08/09/2009 10:40
    ... ruggenti istinti sentiti nella mia stessa natura d’uomo mi ferivano... Bravissimo... riesci ad esprimerti meravigliosamente...
  • bruno guidotti il 08/09/2009 07:20
    Ciao Vincenzo, credo tu stia evidenziando solo le parti negative della natura che ci circonda. Io oltre il leone che sbrana una gazzella ( non per odio ) ma per sopravvivere, ho visto anche : e animali e esseri umani vivere per amore. Quindi al di là della ottima esposizione, non condivido questo pessimismo, scusami ma voglio cogliere solo le cose belle della vita, e credo che ce ne siano molte, bisogna solo cercarle, Bruno.
  • Aedo il 07/09/2009 23:45
    Una poesia meravigliosa, introspettiva, esistenziale, ricca di fascino e umanità. Bravissimo!
    Ignazio
  • Giovanni Ibello il 07/09/2009 23:21
    è meravigliosa Vincenzo... grazie!
  • Anonimo il 07/09/2009 22:20
    In una poesia recente si commentava una pietra preziosa che è dentro di noi, ma non la si notaquasi mai ed è la nostra coscienza. A diciotto anni difficilmente esce allo scoperto questa parte di noi ma notosenza stupirmi più di tanto, che tu ti ponevi gia i tuoi "perchè"esistenziali!! Il risultato è uno splendido uomo e un sommo poeta!! Un caloroso abbraccio. Dani
  • giusi boccuni il 07/09/2009 21:05
    mi piace molto il verbo "stavo"... perchè indica il passato... io credo nella rinascita
  • Anonimo il 07/09/2009 20:32
    a diciottanni i conflitti interiori prendono il sopravvento su tutto, si vorrebbe amare il mondo intero, si vorrebbero realizzare grandi cose e crediamo di sentirci liberi se ci allontaniamo dai legami affettivi... ma poi emerge l'anima, in tutto il suo splendore.
    sempre belle e riflessive le tue poesie.
  • loretta margherita citarei il 07/09/2009 20:07
    bella quel travaglio giovanile era l'anticamera esplosiva della tua bella anima bravo cap
  • Anonimo il 07/09/2009 18:45
    Bella e triste

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0