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LA SAGA DEI DEFUNTI

Quel dì si va per cimiteri
metter fiori, accender ceri
a pregare son pochini
per quei morti poverini.

Tutti gli altri fanno ciance
si strofinano le guance
nella gara coi vicini
tra sberleffi e sorrisini.

Là si parla di progetti
senza essere architetti,
si rifanno i conti in tasca
al parente che sovrasta.

Per quei poveri defunti
fatti lustri dai congiunti
è una saga molto strana
laica, vana, un po' pacchiana.

Alla fine della festa
tutti a casa in compagnia:
c'è chi mangia caldarroste
e chi brinda in allegria!

 

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5 commenti:

  • Salvatore Mercogliano il 03/12/2009 23:12
    semplice, simpatica, descrizione della "saga dei defunti".
  • Antonio Pani il 24/10/2007 11:35
    Efficace "istantanea" di vita. Verità in versi. Molto apprezzata, bravo. A rileggersi, ciao.
  • Diana Moretti il 23/10/2007 13:10
    tono sarcastico e musicalità riuscitissimi
  • michele marra il 10/12/2006 12:21
    Carlo Maria Martini (bio): La politica è l'unica professione senza una specifica formazione. I risultati sono di conseguenza.
  • augusto villa il 01/12/2006 14:19
    Bello lo scritto, bella l'idea... Un quadretto delle miserie umane nel contesto di quella situazione. Ironica... Vera!
    Ciao!. Augusto.

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