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La seconda navigazione è spinta dall’edenico volo dell’Amore supremo

Il sole bruciava in questa calma calata all’improvviso
il vento or-mai
non soffiava più da una settimana intera

eravamo immobili spezzati stanchi di ogni mare dagli infiniti orizzonti riuniti nel volo tremulo di un gabbia-no
le nostre labbra erano screpolate dalla sete cor-ro-se mangiate dalla fame
da perle di sudo-re s-alate

nel pensiero di un sup-remo bene ci atten-d-eva a riva Lei nelle piume di un angelo biondo in frutti d’Amore

remavamo salmodiando con lena cantando una melo-dio-sa fiorita ipnotica canti-

lena irresistibile

fra i flutti addormentati da luminosi sogni cullati

 

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4 commenti:

  • giusi boccuni il 11/09/2009 21:11
    mi sembra di vedere le premurose cure che Nausicaa rivolge ad Ulisse, quando logoro e stanco, approdato all'isola dei Feaci, si sveglia vedendo questa dolce visione ondeggiare davanti a sè... mitologica questa tua...
  • Giuseppe Bellanca il 11/09/2009 11:54
    È stupenda bravissimo ciao Vincenzo.
  • Anna G. Mormina il 11/09/2009 11:01
    ... quando tutto sembra perso, finito... c'è sempre un angelo biondo a portare Amore...
    Bellissima!!!!
  • Anonimo il 11/09/2009 08:55
    5 stelle

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