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Una strana notte

Tra il rumore del vento,
tra il freddo di una sera d’ ottobre
nella strada i miei passi umidi
respingono la solitudine di una stanza,
in un caffè si scaldano le mie mani,
di parole lontane sommergo la mia mente
affogando tra discorsi inutili i ricordi,
di whisky si riempie il mio sangue,
il cervello ferito si confonde,
ma nel cuore il dolore non si nasconde.

La mia notte si fa eterna,
troppo fredde le mie lenzuola,
troppo caldo il tuo ricordo,
tra i club scopro un Dio inventato,
mi addormento in un piacere pagato,
poi nella strada ripenso al mio vuoto,
triste mi accorgo di aver barato.

 

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9 commenti:

  • silvana capelli il 28/07/2012 13:05
    Bella la poesia, una notte infranta, e vissuta negli sfoghi inutili, l'importante è, che ti sei accorto di aver barato.
    Complimenti!! Ciao, buona domenica.
  • silvia ragazzoni il 30/03/2010 18:11
    bellissima.. l'hai descritta così bene
  • Donato Delfin8 il 21/09/2009 19:14
    Molto bella. Bravo
  • Anonimo il 17/09/2009 12:15
    bellissima... atmosfera che ti accompagna in sensazioni di velata malinconia... scritta in modo pregevole... da conservare per poterla rileggere
  • giancarlo milone il 17/09/2009 04:22
    grazie
  • Fiscanto. il 17/09/2009 00:09
    molto sentita e, soprattutto, sofferta, la tua poesia.
  • Anonimo il 16/09/2009 21:41
    Bellissima Giancarlo, trovi il conforto fasullo in giro e ti accorgi poi che era un falso!!
    Un abbraccio
    Dani
  • Fernando Biondi il 16/09/2009 21:18
    chiara visione di un frangente esistenziale
  • loretta margherita citarei il 16/09/2009 19:10
    piaciuta

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