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L'ultima preghiera

Cos’è la democrazia Ehda'a
non sa, ma ben conosce
l’intimità degli uomini in armi,
venuti ad abbattere la dittatura
di Saddam.
È da poco, che il grido del muezzin,
annuncia l’ultima preghiera,
finito il lavoro al banco di frutta,
Ehda'a, indossa calze a rete e tacchi alti,
per dare in pasto la sua carne
a uomini avidi di vita.
Ehda'a, 13 anni,
non va a scuola,
ha uno sguardo triste
e nulla sogna.

 

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19 commenti:

  • Anonimo il 14/10/2009 11:52
    far luce, ecco uno dei compiti inalienabili, di chi fa comunicazione, ogni forma di comunicazione..
  • Don Pompeo Mongiello il 05/10/2009 09:41
    Nella sua tristezza un barlume di speranza, che non ci siano più Ehda'a, e che possano finalmente sognare. Bravo
  • Anonimo il 02/10/2009 09:06
    Dolorosissima...

    Silenzio...
  • Anonimo il 01/10/2009 18:27
    Magnifica.
  • Dolce Sorriso il 28/09/2009 13:48
    bellissima
    bravo Fabio
    SMACK
  • M. Vittoria De Nuccio il 27/09/2009 16:25
    Con i tuoi versi affronti tutti gli argomenti con maestria e sentimento. Mi piace il tuo modo di poetare, te lo ripeterò all'infinito. COMPLIMENTI!!!!
  • Vincenzo Capitanucci il 24/09/2009 17:23
    Bellissima struggente poesia Fabio... se i Poeti.. non sono sensibili a queste cose... l'ARTE.. non ha senso..

    La prostituzione di sopravvivenza... sta dilagando... in tutti in paesi dove c'è guerra e miseria... e troppo spesso è sfruttata da un ricco occidente... ignobile...
  • Fabio Mancini il 22/09/2009 21:58
    Ciao, Pompeo. La cultura non aiuta a risolvere i problemi materiali, perché risulta davvero più efficace il pragmatismo. Se non hai il senso pratico delle cose, oggi più di ieri, sei tagliato fuori dalla vita sociale. Per questo e per altri motivi i ragazzi di oggi ambiscono, dopo le scuole dell'obbligo, a trovare subito un lavoro. La cultura che hai però, ti permette di vedere le cose sotto un'altra luce e ti offre un orizzonte mentale che gli altri non hanno. Ma non sempre ciò corrisponde ad una fortuna, specie se sei cosciente della tua libertà ma vivi in mezzo ad un nuvolo di prigionieri. Il mio suggerimento è quello di vivere "volando basso" anche perché le alture possono far sopraggiungere malesseri vari. Per il resto ci vuole tanta pazienza e tanta tolleranza. Ciao, Fabio.
  • Don Pompeo Mongiello il 22/09/2009 21:57
    Se si potesse liberamente parlare mi accoglieresti a bracce aperte. Qui nulla é cambiato, ti dico solo questo. Non te la prendere dunque con me, un poeta ed un artista, ex bancario costretto a vivere dell´elemosina di un fíglio e di una moglie.
  • Don Pompeo Mongiello il 22/09/2009 21:31
    Mi vien da piangere, pensa che li stessi conflitti si hanno addirittura in famiglia. Non soddisfstti di aver accettato la loro dottrinna mi han messo con le spalle al muro, e io uomo colto, come ben sai, son costretto ad accettar la loro minestra, o gettarmi da la finestra. Viviamo in un mondo schifoso e non so veramente come migliorarlo.
  • Fabio Mancini il 22/09/2009 21:12
    Caro, Pompeo, dal tuo commento si evincono molte cose. Ora ti aggiorno: da anni le truppe dell'Onu occupano il territorio iracheno, dopo aver ucciso con le bombe al fosforo donne e bambini e con le armi tradizionali i pochi militari che hanno avuto la forza di combattere. In molte città irachene regna il senso provvisorio dell'esistenza: adesso ci sei, fra un attimo potresti con una bomba saltare in aria. I militari dell'Onu non stanno portando l'agognata libertà, la democrazia e la cultura che sempre hanno contraddistinto la civiltà occidentale, in un Paese che per anni ha conosciuto la dittatura di Saddam Hussein. Il Paese è povero, poiché sta uscendo da un sanguinoso conflitto. Le giovani ragazze irachene, di 13-14 anni si prostituiscono per mantenere le proprie famiglie. Viene chiamata la "prostituzione di sopravvivenza". Con la mia composizione che hai tanto disprezzato, ho voluto mettere sotto i riflettori una realtà nascosta a noi, ma ben conosciuta agli iracheni. Ho voluto svolgere un servizio alla Verità. Riguardo a chi dovrebbe vergognarsi, sicuramente una grande responsabilità ce l'anno gli uomini che sfruttano la prostituzione minorile, non certo io che ne parlo per far conoscere la piaga e per fare informazione. Poi, riguardo alla censura, cioè alla mancanza di libertà di espressione, mi va bene che tu eserciti la tua in modo ferreo, intransigente e solenne. Sono convinto che non sono gli uomini come me che possono cambiare il mondo, ma gli uomini come te: ligi e sempre con le idee chiare su chi condannare e chi portare sugli altari della gloria. Ma ora vai... e non peccare più verso tuo fratello, Fabio. Fabio.
  • Don Pompeo Mongiello il 22/09/2009 19:47
    Io non penso, che questa schifezza si puó anche mettere in versi. Una volta esisteva la censura, e faceva bene. Vergognati uomo di male fede!
  • Giuseppe Bellanca il 22/09/2009 18:46
    Purtroppo di queste realtà ne esistono fin troppo. Versi da leggere urlando all'uomo che osa. Ciao.
  • Marhiel Mellis il 22/09/2009 16:29
    Ah che tasto dolente poni in versi... che rabbia... che umiliazione anche solo leggerla. 13anni bambina senza sogni o forse solo con incubi.
  • Anonimo il 22/09/2009 01:30
    bellissima intensa... da leggere e rileggere in silenzio
  • giusi boccuni il 21/09/2009 21:08
    molto bella, intensa, mi è piaciuta tanto, riesci a trasmettere tutta la malinconia e l'amarezza di scelte tremende, che ledono la libertà ed il senso di sè e segnano il deragliare di un infanzia, che avrebbe dovuto essere spesa in gioia, piuttosto che tristemente mercificata...
  • Donato Delfin8 il 21/09/2009 20:27
    Sentita.
    Bravo.
    Un saluto
  • Anonimo il 21/09/2009 20:20
    Sola, emarginata e povera. Triste epilogo di una giovane vita dopo l'ultima preghiera.. è utopico pensare che un giorno tutto questo finirà, ma io ci spero!!
    Un bacio
    Dani
  • loretta margherita citarei il 21/09/2009 20:13
    realtà ben descritta, le bambine prostitue, vietnam ha insegnato ed anche senza la guerra, molti turisti per pochi soldi approfittano di loro

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