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Lo Stige stinge

Fatemi
una luminosa flebo
in raggio di Febo
splendente

e
guardo

guardo
immobile

nel guado
cacciatore

lo scorrere
felice
dell’oscuro fiume divino

preda
di un la mento

sol levami qui togli al mio corpo in un raggio di luce l’ombroso cuore

 

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6 commenti:

  • Anna G. Mormina il 23/09/2009 16:15
    ... togli al corpo il cuore e inserisci il sole!
    ... meravigliosaaa!!!!
  • loretta margherita citarei il 23/09/2009 14:29
    fiume infernale, bella cap
  • Inchiappa Vito I Song il 23/09/2009 14:24
    Lo Stige stinge le sue torbide acque rischiarandole e la loro trasparenza consente ai raggi di illuminare e riscaldare il cuore che giace nel fondo del suo letto. "la mento, sol levami" Il gioco della vita: vedo, non vedo, sì, no... Bravo!
    Vito
  • Fernando Biondi il 23/09/2009 13:54
    l'angoscia umana del vivere quotidiano, bellissima poesia
  • Anonimo il 23/09/2009 13:52
    originalità da trattenere
  • giusi boccuni il 23/09/2009 13:05
    "togli al mio corpo in un raggio di luce l’ombroso cuore"... a luci ed ombre con dannati? è il quotidiano dilemma umano...
    Ma, come nel tao, nel nero c'è il puntino bianco, nel bianco c'è il puntino nero... il nero è prezioso, anche se stinge...

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