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è sera

Ti ricordi
il rumore del ghiaccio rotto dalle nostre suole
mentre i ghiaccioli pendenti dai cornicioni
piangevano la loro scomparsa ai primi raggi del sole
che rinfrancavano arruffati piccioni.
Ti ricordi
L’amata montagna che a sera si tingeva di rosa
per ricordarci che era ora di tornare a casa
e appagati dalla giornata di gioco
ci sedevamo felici intorno ad un fuoco
Ora recuperiamo le nostre stanche ossa
dal solco di magra terra rossa
mentre i pensieri fuggono lontano
dalla mente che li insegue invano
E si sta come inermi isole
aggredite dal vento di maestrale
come panni rinsecchiti al sole
in attesa di un destino meno crudele
È sera
ma presto tornerà la primavera

 

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2 commenti:

  • bartleby il 15/10/2014 14:33
    non male, anche se le immagini sono un po' scontate.
    bella però la "magra terra rossa" e le "isole inermi/aggredite dal vento di maestrale". penso che un po' più di originalità in più la renderebbe una bella poesia
  • Minalouche TS Elliot il 27/09/2009 18:18
    Una poesia sognante, richiama altri autori ma in modo discreto, molto evocative le immagini che dona. Mi è piaciuta

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