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I vetri rotti

Sicuro su un disco di nero tormentoso
giro e lamento non capto che un rosso
pensiero mi porta lontano dove frusta
lenta non so più girare sulle mie alterità:
pranzo con corpi morti
di luce non c'è che aspetti dietro
i vetri rotti del passato è stato e non sarà
il tuo dna?
I banchi sopra le chewing-gum
sotto le suole catene
più strette sempre più al labbro
non sa star muto ma parla di niente
o vortice cerebrale
chi vuol capire benvenuto
nelle città che altri han rifiutato
perchè dura la lontananza e stanca
la cerca di te dentro me non ha speranza
nella mia stanza di sbarre fitte come sbarre
fuori e fa male
l'eterno mare dell'attesa schiaccia
le ossa sono già state tritate
tutte le verdi invidie

 

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3 commenti:

  • angela ambrosini il 09/10/2009 08:58
    se non ci fossero i ricordi brutti o belli è come non aver vissuto fanno parte di noi. bellissima poesia.
  • Anonimo il 08/10/2009 23:48
    il passato nasconde sempre spettri che vorresti cacciare... ti incatena... ti immobilizza in una ragnatela di incertezze e di paure... che ti impediscono di spiccare il volo... vivi nel presente e spogliati del passato... solo così il buio si trasforma in luce... la menzogna in verità... solo così potrai riabituarti ad amare te stesso e tutto ciò che ti circonda... in un canto di speranza e magari di amore sincero... un abbraccio marcello
  • Anonimo il 08/10/2009 22:48
    ... o vortice cerebrale... passato che turbina, ricordi che riaffiorano confusi e benvenuto chi ci capisce qualche cosa!!!
    Len, sempre criptico...
    Un bacio
    Dani

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