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La città si rinnova

Innocente e bellissima
sul tappeto di macerie rosse
finalmente si riposa composta

figlia di un dio inflessibile
la ruspa arancione
ha obbedito tranquilla
sbriciolando, anche in via Roma,
le ultime mura invecchiate
in compagnia di odori, pianti
sapori e canti
della campagna :la casa contadina


al suo posto un vuoto assurdo
(anche se verrà presto colmato!)

come è assurdo tentare il
il futuro
radendo al suolo l'intero passato.

 

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2 commenti:

  • Giovanni Di Girolamo il 27/10/2006 14:54
    È tutta "suburbanità": ove prima c'era intervallo tra campagna e città, ora c'è solo città. È spesso è oorrore architettonico che prende forma!!
    Bella la riflessione finale. Attualissima!
    Baci,
    Giovanni
  • augusto villa il 11/10/2006 10:58
    concordo con il concetto.
    Penso che gli ultimi tre versi siano la poesia... gli altri sono la motivazione che ti portano a scriverli.
    Ah... evita le parentesi...
    Ciao.

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