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Commemorazione

Lo due novembre
d' uso
a lo cimitero
andare est,
et così
onorar
chi in mezzo
a noi
più non est.
Ma io
che
per lo stivale intero
et anco qui
in terra slava,
de parenti
che l' altra riva
passaron
tanti aber,
un lumicino acceso
et 'na croce
a lo balcone meo
chiunque
mirar puote.
Sperando
in codesto modo,
che assolver
lo dover meo
abe.

 

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8 commenti:

  • Anonimo il 20/10/2009 22:21
    ... Sei bravo a mischiare i linguaggi antichi e presenti... navigo nelle tue poesie come se dovessi leggere tanti poeti italiani o latini da catullo in poi...
  • Anonimo il 18/10/2009 14:23
    pompeo, a me pare la fusione di due lingue. usi l'et, l'est e il meo del latino e poi termini italiani nuovi o antichi come l'anco, oggi in disuso, o la separazione della preposizione dall'articolo come "a lo", che io trovo molto ricercata. Vorrei sapere qual è il suo modo di procedere a livello linguistico. la ringrazio.
  • Anonimo il 17/10/2009 00:53
    piaciuta
  • Giuseppe Tiloca il 15/10/2009 21:10
    Alcune le riesco a decifrare, altre no.. ma so già che è bellissima, perchè sei bravissimo.
  • M. Vittoria De Nuccio il 15/10/2009 16:06
    Molto bella, come sempre del resto. Il modo originale di trattare tanti argomenti... un lumicino acceso et 'na croce a lo balcone meo... che assolver lo dover meo abe.
  • vincent corbo il 15/10/2009 15:59
    non riesco a comprendere la forma scritta se trattasi di un dialetto o licenza poetica.
  • Marcelllo Barbuscio il 15/10/2009 14:56
    La morte non è la fine di tutto, ed il perdono per tutti. In tanti portiamo il rancore che va oltre, che si potrebbe vincere con un gesto come quello che tu proponi e speri. Riflessione di grande spessore... Marcello
  • vincent corbo il 15/10/2009 14:28
    no comment

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