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Plenilunio nel porto

Chino s’un fianco, sbandato, riposa
preda della notte sbiancata alla luna.
Con lacrime di ruggine striati i sogni.
Sono sogni salati dalle reti da pesca
dai pesci morenti a dibatter la coda
sull’assito lucente di squame argentate.
“Maledetta notte orfana delle tenebre
potesse celarmi allo sguardo del mondo! ”
"Maledetta luna accecante ed impietosa
come le bestemmie lanciate alla bonaccia
dai pescatori stanchi di aspettare al sole!".

Ieri possedeva le onde di prua e godeva
delle preghiere del nocchiero alla tempesta
sfilacciate gomene oggi pendono al vento.
Ospita la sorte di un essere immondo
sdraiato s’un fianco, ubriaco, riposa.
Sogna di un fiasco e d’un misero pasto
del volto dei figli, della morte e sorride
sbava vino e memorie, di celarsi trascura.
Scorre rivolo di vomito sul ponte di legno
brilla di nuovo l’assito indurito e riarso
il vecchio peschereccio riflette ancora la luna.

 

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4 commenti:

  • Cinzia Gargiulo il 20/10/2009 01:09
    Bella ma meno scorrevole alla lettura di molte altre che hai scritto e che trovo senza dubbio più belle.
    Un abbraccio...
  • Anna G. Mormina il 19/10/2009 21:11
    ... bellissima, complimenti Marcello!
  • loretta margherita citarei il 19/10/2009 20:14
    splendida maestro
  • Anonimo il 19/10/2009 18:16
    Sentirsi soli e desiderare di sparire dalla faccia della terra... bella e triste!!
    Un abbraccio
    Dani

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