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Vivere in Italia, in uno stato civile

Un velo tenebroso
è calato sulla società
è di colore nero
ma non quello dell’oscurità

Esso non amplifica la crudeltà
esso non giustifica la morte
esso produce solo odio
e rende chiara la nostra sorte

Siete gente buona
credete di essere bravi
per il dono dell’ospitalità
ma poi ci trattate come schiavi

Neofascisti e leghisti
tanto diversi fra loro
tutt’altro che altruisti
ma con un odio comune

Verso noi viaggiatori
accomunati perché diversi
coraggiosi lavoratori
vittime d’ingiustizie

Esistono vari sindacati
da cui veniamo ignorati
così i nostri lamenti
non vengono ascoltati

Non valiamo niente
non contiamo niente
oggi essere straniero
è diventato un reato.

 

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7 commenti:

  • senzamaninbicicletta il 29/11/2011 07:44
    storia antica e odio che non muore. la xenofobia è una malattia di chi ha paura e fa del gruppo un branco per difendere un orticello arido. bei versi
  • vasily biserov il 05/05/2010 19:01
    grazie Gianmarco della tua analisi!
    Negli anni '80 i divorzi erano malvisti dalla società. Oggi sono molto frequenti. Questo per dirti che la mentalità cambia. Oggi in Emilia Romagna ci sono più di un milione di stranieri e una simile percentuale non è rinchiusa nelle carceri. Bisogna osservare la realtà, non basta solo leggerla dai giornali. Quindi, come per i divorzi, serve una legge per la loro accettazione, e sicuramente non partiti che seminano razzisti che seminano odio.
  • Gianmarco Dosselli il 05/05/2010 14:59
    L'analisi di questa poesia è facile da "stendere". La disistima verso uno straniero è antica. Già i Greci chiamavano "barbari" coloro che non parlavano la loro lingua e li considerava "inferiori"; la Spagna del sec. XVI trovava il concetto di "limpieza de sangre"; poi si arriva ad alte personalità letterarie che neppure "ammirava" lo straniero, personalità come: Voltaire (disprezzava negri ed ebrei), Diderot (detestava uomini del Nord Europa), il filosofo inglese david Hume, l'austriaco J. H. von Liebensfeld, J. A. di Gobineau; pure il grande musicista Wagner (definito un razzista biologico!) e dall'inglese H. S. Chamberlain al "delirante" francese G. Vacher de Lapouge e tantissimi altri celebri personaggi della Storia. Veniamo ai nostri giorni: non ancora apparsa già la Lega (tanto oramai citata da Vasily), negli anni '80 la popolazione italiana già disprezzava gli stanieri (specialmente i più quelli neri): basta leggere il best sellers di Rosellina Balbi, "All'erta, siam razzisti" (Saggi Modadori, 1988) che racimola il disprezzo del popolo italiano verso gli stranieri! Ora, per sfizio, si punta l'indice alla Lega che la vedono come ispiratrice all'incitamento "razziale": Ma come? La Lega accetta gli stranieri: essi dovrebbero solamente essere in regola col fisco, casa decente e lavoro; per di più ha sindaci leghisti di colore in certi comuni del Nord, pure alcuni consiglieri! Invece, vediamo in essa (oramai) immagini distorte perché grida alla criminalità e inutile invasione! Da quando l'allora ministro Martelli aprì la sanatoria per gli stranieri, eccol arrivare a trotte grazie anche all'appoggio dell'allora Democrazia Cristiana partito falsamente accodiscendente. In questo Terzo Millennio, un caos: 46% di stranieri in carcere, e traslasciamo altri crimini che oramai sappiamo. La Lega grida, si ostina; è furibonda, trova consenso anno dopo anno; Gli altri italiani? Sono solamente spettatori!
  • danilo il 26/01/2010 01:35
    Bellissimo come scrivi,
    peccato che è tutto vero ciò che descrivi.
    Ciao ciao.
  • Jurjevic Marina il 23/11/2009 21:58
    Vero.. so bene di cosa parli caro amico..
  • Anonimo il 14/11/2009 21:10
    "Ogni essere straniero é diventato un reato..." Bella, Vasily, complimenti!
  • Anonimo il 22/10/2009 20:44
    Purtroppo tutto quello che scrivi è vero... ciao

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