username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

L'uomo e la bambina

Silenzioso e solo
nella rugiadosa sera,
rassegnato e solo
contro sordi grattacieli,
confusi da altezze irraggiungibili,
annoiato e solo,
lottando con la sciarpa e con il vento,
piccolo frammento d’eternità.
La mano callosa nella manina indifesa,
gli occhi feriti e stanchi
negli occhi piccoli e sinceri,
la bocca livida e corrosa
sulla boccuccia rosea e delicata,
labbra innocenti
contro ferite sanguinanti.
Piccoli contatti miracolosi
nel silenzio delle stelle,
che si contano a migliaia oramai,
sul sentiero che conduce
alla fine di una effimera gioia,
o di un sogno durato,
ahimè, troppo a lungo
per non essere scambiato
per qualcos’altro.
Il velo di realtà che, crudele, lo ha trasfigurato
continua a sfiorarlo,
nell’oscuro luminosità del cielo stellato.
Giunge al grigio portone e bussa,
con le nocche consumate,
chiedendo pietà o rancore
per sé o per quell’angelo in fiore,
che lo tiene ancora legato
e tenacemente lo trattiene.
Un ultimo sussurro
che sfiora le gote pallide,
un’estrema carezza con la punta delle dita
a ricordarsi e a ricordare.
Poi è solo freddo e soave gelo
che lento lo congela:
inerte blocco di ghiaccio
deambulante contro calde atmosfere.
D’improvviso esplode,
sommergendo gli ignari palazzi
in un’infinita leggerezza
di microscopici atomi di se stesso.

 

0
4 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

4 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0