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Cabrio

Vera sera, primo vento.
Nel cristallo nastri
di artisti rinascono:
manifesti di liquido candore.
E nel silenzio vago
tra la pozza e il percepibile
un riflesso del tempo:
carta di pane, sfinita.
Anche la ghiaia
apprende la vita
giacendo sincera.
E quando fu sabbia,
memoria di ritmi
scordo le danze
le follie disossate:
di moschini nemmeno più l'ombra.

Tre isolati dell'Arena
pesi code frecce
frena.

 

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8 commenti:

  • giorgio giorgi il 02/01/2013 15:56
    Molto piaciuta per originalità e stile. Complimenti.
  • Anonimo il 14/02/2010 23:09
    Veramente bellissima. Complimenti. Sono sempre un po' titubante a leggere le poesie sulle stagioni. Per piacermi devono essere un intreccio fra la natura e le vicende della nostra vita. In genere vengono usati termini troppo inflazionati. Si gioca con i colori, con i tramonti, freddi o caldi che siano senza suscitare emozione.
  • Valentina B. il 11/02/2010 15:12
    ha il suo ritmo, è coinvolgente.
  • ivan renella il 30/10/2009 00:09
    Grazie a tutti Ragazzi, complimenti a Voi.
  • Anonimo il 29/10/2009 17:01
    simbolista...
  • Salvatore Ferranti il 29/10/2009 12:36
    coinvolgente...
  • francesca cuccia il 29/10/2009 10:37
    bellissime e delicate parole,
  • loretta margherita citarei il 29/10/2009 08:35

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