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Sogni Diafani

Un piccolo, soave
fuoco fatuo
mi tiene compagnia
mentre cammino la notte
nella strada senza nome.
I miei passi sfiorano
la terra, mentre l'eco
sorda di una forte emozione
mi sussurra parole mute.
Cipressi intorno
mi spiano sorridendo,
carezzandomi con sinistri
fruscii, tartarei compagni
di un viaggio non mio,
non ancora, almeno.
La pallida Luna
di giorni dimenticati
si nasconde lasciandomi
alla mia lieve solitudine,
così compagna, stranamente.
Mi sciolgo nell'aria
e divento respiro di vento,
malinconico e frizzante;
mi perdo nel buio,
silenzioso compagno
della mia ebbrezza,
mentre la notte
mi avvolge del tutto
e mi rende
suo inconsapevole
attore.

 

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2 commenti:

  • Floriano Crescitelli il 14/10/2009 12:29
    Un forte realismo con piacevole varietà lessicale
  • Giovanni Di Girolamo il 09/06/2006 13:09
    Ciao Andrea,
    versi bucolici i tuoi!
    Mi ricordi il Garcia Lorca giovane: la natura che echeggia, coi suoi simboli, la malinconia, la noia, la solitudine dell'uomo".
    Se Ti va, commenta qualche mia poesia.
    Giovanni

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