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Talento

Se l'arte ti ha sempre fatto un'accanita corte
e lo scetticismo dietro le quinte busserà alla tua porta:
Tu non aprire.
Continua a perseverare,
coltiva la tua passione nel tuo orto segreto
in ogni alba
quasi fosse il bacillo della passione.
Prima o poi,
la tua robusta tenacia sarà stimata dalla corteccia della società
che ti assorbirà, a gocce, con blanda costanza.
Studia, confrontati, fai novelle esperienze
non lasciando mai la linea tratta,
tieni il tuo volto ben saldo
lontano da falsi compromessi per la tua coscienza che potranno
invalidare il tuo percorso,
come un albero deve reggere le sue fronde allo spazzar furioso
del vento:
rimani immobile al tempo!
Il talento è una dote individuale
e sebbene non sia facile trovare chi ti sostiene,
non importa...
Tu
comincia il tuo tragitto
con la torcia infuocata al palmo volta all'alto,
prima o poi
qualcuno scoverà il tuo riverbero d'ocra.
Il talento sei Tu:
un essere singolare ed incomparabile,
inimitabile.
L'arte può avere pregevoli mise e vestirsi un dì:
dea della musica,
musa della pittura,
ancella della scrittura,
pulzella del ballo.
Mille forme di espressione dello splendore che
possiedi strettamente in te.
L'arte arricchisce la tua materia
come essere umano,
oltre fama e successo,
vanescenti
al primo oblio di una posa in teatro.

 

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5 commenti     0 recensioni    

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5 commenti:

  • Anonimo il 22/12/2012 20:42
    Comunque la poesia l'avevo già valutata positivamente ed oggi l'apprezzo ancora più del giorno che l'ho positivamente commentata!
  • Anonimo il 22/12/2012 20:38
    Leggendo questa poesia mi è venuto spontaneo l'abbinamento con la poesia che ho scritto ieri e, soprattutto con la nota che ho aggiunto in calce alla poesia stessa (e che non posso pubblicare sul portale per mancanza di crediti promessi a chi, come me, avesse fatto una donazione che, fra l'altro, nessuno si degnato neppure di ringraziarmi. Quindi pensateci prima che vi dovesse passare per la testa la mia stessa idea).
    Ve la sottopongo visto che non posso pubblicarla!

    MADRE
    I tuoi seni
    accarezzano i miei pensieri.
    Per un attimo ritorno bambino,
    li sfioro,
    li stringo tra le mie mani,
    il nettare ne sùggo!
    Gocce di piacere
    inumidiscono le mie labbra,
    la lingua vi scorre delicata,
    coglie l'essenza della vita.
    Mi inebrio
    in un attimo di oblio,
    libido ed energia esplodono,
    i sensi si ubriacano.
    Ma poi ti vedo madre,
    i pensieri turbinano
    nell'ultimo abbraccio che non ho colto,
    nell'ultimo saluto che non ho ricevuto.

    (Boccheggiano 22. 12. 2012 - 0, 58)

    Nota alla poesia:
    Ho cominciato a scrivere poesie che avrò avuto 14-15 anni. Adesso ne ho 74 ed a breve 75. Ho scritto migliaia di poesie e molte sono scritte di getto, in pochi minuti. Come questa.
    Una persona di poco conto mi ha annotato da qualche parte che la quantità è andata a discapito della qualità. Ma forse la sua è invidia perché lui non è stato capace di uguagliarmi e perché la natura non gli ha fornito le stesse doti che ha regalato a me. La natura è così. Si diverte. E dentro a gente insignificante (come me) inserisce dei tasti speciali. A qualcuno quello della musica, a qualcun altro quello della pittura ed a me quello della poesia. Guarda caso queste tre arti sono interdipendenti l'una dall'altra. E quando Katie Hafner scrisse il suo "Glenn Gould e la ricerca del pianoforte perfetto", non sapeva che io avrei letto la recensione del suo libro fatta da Alessandro Baricco in "una certa idea del mondo" che per certi versi avrebbe suggerito a me l'idea di una nuova poesia. Ed evidentemente non lo sapeva neppure Ivana Orlando che è l'autrice del dipinto in tinta monocromatica. Sono i casi della vita. E Katie Hafner non sapeva neppure che scrittura, musica e colori si sarebbero intrecciati anche nella mia poesia permettendomi in pochi minuti di scrivere questa lirica "Madre" che io ritengo una delle mie più belle. Ebbene se la quantità va a discapito della qualità, allora benvenuta quantità!
  • Rosarita De Martino il 22/12/2012 19:51
    Condivido pienamente il concetto dell'unicità di ogni essere umano che deve trafficare i talenti ricevuti sia per un miglioramento personale sia per una donazione alla società. Noi poeti viviamo della sacra fiamma dell'arte che ci eleva fino a Dio. A rileggerti in una sentita condivisione poetica. Rosarita
  • Anonimo il 15/05/2011 11:38
    Un bel pensiero che tratteggia l'uomo con le sue poitenzialità infinite ancora sotto utilizzate.
  • Don Pompeo Mongiello il 06/02/2010 17:02
    Una belle poesia davvero. Complimenti!

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