Sobbalzo sulla luna, in quartiere le fusa del mendico,
luna riservata scroscia fra le rocciose mani del monte,
un sibilo innevato,
un cinema nebuloso, martoriato,
sull'uscio il mio sguardo appiattito, eco.
Vien dal capo di mattine, l'orario è squillante,
tutto tace,
l'uomo-donna s'infila i propri doveri e se ne và.
Pubblicità sparse sul viso dottrinale del paese,
è vita questa,
è vita la miseria del giorno sudato, trapassato
è il compito del bambino avuto dalla quotidiana malattia passante,
la vetrina illuminata, il gioco del falco,
il naso rotto dall'infamia costante.
Iddio!
Iddio è il tempo trascorso a pregarlo!
La scaglie formicolanti sciabordano nel sangue dell'oggetto comprato,
strappato,
qualcuno è morto
qualcuno è sveglio. Nessuno è più mai nato.
Destate l'angelo che continua a fissarlo!
Il letto che non rifatto
E strafatto di sudore, evapora così l'inerzia del sonno,
la bambola perlata è in vendita,
la sera arrugginita sbadiglia davanti alla fame,
la colazione del nuovo dì
è in bocca all'amante del diavolo.
La possente mole del vizio,
soffoca in preda al panico, felce murata, spia d'angoscia,
sprizza nel fondo del testosterone
morendo continuamente di felicità.
Sto sbagliando tutto!
Tutti mi dicono!
Inizio da capo
La luna parigina scuoiata dalle nubi mendiche, s'attrista.
Il monte dionisiaco rigetta le ossa del furioso alito
Notturno d'Iddio, l'uomo in donna sciama al mercato
Dell'imposizione,
uno sputo cola tra le gambe d'una prostituta,
un cavaliere padrone,
una forza compresa dalla debolezza.
Il vizio ha l'ago del dottore blasfemo,
l'angoscia per strada macina vittime,
il ventre pieno dello sciacallo,
la notte morbida s'addentra
nelle coperte sudice di sudore
dove è appena nato l'omicidio pregato
del testosterone magnaccio,
la puttana è spoglia, la mattina è vicina
il membro politico-elettronico
ghigna tra le pagine del giornale travestito.
L'uomo è felice
Appena saputa la notizia flash:
l'ano dell'eternità è stato appena sverginato.
Murato il membro dottrinale.
Il primo figlio della decadenza.
La prima moglie dell'eternità.
Sia così distribuita l'ostia del dolore.
Il tempo perso lo recuperate morendo su uno spot pubblicitario.