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La mia amica d'infanzia

Ricordo la mia amica d'infanzia, la beatitudine le accarezzava i capelli
Lunghe coste dello ionio sfiatavano incomprensibili frasi,
noi non stavamo udendo il suo brontolio
rincorrevamo la vita sfavillante, ghiaia sulla strada
mani sozze, l'est era lontano da noi
e di diventar uomo e donna
non ce ne importava affatto.

Ricordo la mia amica d'infanzia, barcollava tra anima e fiato
Poggiando i suoi doveri elementari sulle mie ossa,
il primo brivido, la prima pressione vigliacca che i miei polmoni provarono
lei era solo un'amica di gioco
sbadatamente non pensavo che lei avesse tatuato il tempo
proclive alla mia mestizia adolescenziale.

Ricordo la mia amica d'infanzia,
tetra e meschina sbadigliava amore
infierendo sulla mia pubertà, le dicevo di andarsene
e lei sbadigliava
le dicevo di allontanarsi e le sbadigliava,
la mia amica d'infanzia rammentava alla mia anima
di poterla accettar non più come amica.

Ricordo la mia amica d'infanzia,
aveva sottili labbra e occhi mediterranei
non sapeva baciare né amare
sapeva che io ero il suo amico,
la mia amica d'infanzia divenne una donna
con anima scialba, inventammo l'amore insieme,
inventammo il bacio insieme
inventammo il dolore insieme
inventammo l'arte della dolcezza.

Ricordo la mia amica d'infanzia,
bella e giovane,
ingigantimmo l'emozione
ma lei
imparò l'amore degli altri.

Ricordo un'amica
Forse d'infanzia
Pioggia di carattere sulle ciglia.

Ricordo d'aver avuto un'amica
Ma il suo nome
Lo ricorda
Quel bambino che piangeva disperatamente nel suo portone.

Ricordo un'amica,
morto nel suo diario
morto nel suo linguaggio
morto nel suo pensiero.

Ricordo che avevo un'amica nell'infanzia,
ricordo di averla persa
travolta da un'ondata di secondi lontani.

 

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1 commenti:

  • TIZIANA GAY il 04/06/2010 11:06
    BELLISSIMA... una poesia, un racconto di come si cresce e si lascia l'infanzia a volte con delusioni cocenti..

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