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Ritagli

Questa sera invernale tra queste carte
Ritagliate per regalare doni
sto ascoltando una radio che trasmette musica
Che brutta musica
Che brutta musica


Ed io sono attaccato alla finestra
Vedo la gente passare
Salutandomi a mano aperta
Che bella gente
Che bella gente


E la gente si scuote tra le mura
Di un domestico dolore
Si augura indifferente
Che il giorno dopo gioioso sia

Ritagli di una festa esaurita
Tra rintocchi di campane lontane
Dove la piazza, la gente si era riunita
Spensierata
Spensierata

La festa sta passando domani forse
Cambierà il frastuono delle macchine
Sarà ancora forte ma certo
Che bel rumore che bel rumore

E la gente si scuote tra le mura
di un domestico dolore
si augura indifferente
che il giorno gioioso sia

ritagli ancora nella nostra storia
ai confini di una civiltà
in completo abbandono
che bell'abbandono
che bell'abbandono

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 12/11/2009 09:49
    Lettura sempre perfetta quella di Ugo, con cui concordo. Leggo una quotidianita' "grigia" alternata da una ricerca di colori intenso, come il giallo o il rosso o l'arancione, per cacciare via la routine e l'indifferenza. Tra l'altro sono i mie colori preferiti, ma qs non c'entra.
  • Ugo Mastrogiovanni il 11/11/2009 16:55
    Cristiano Stella, in un momento di amara riflessione, con versi fin troppo colloquiali, presenta un frammento di vita quotidiana, quella che rispecchia l'inanità dell'esistenza che ognuno di noi conduce, alla quale invano cerca di metter fine.
  • Anonimo il 11/11/2009 15:26
    Meno male che la musica era l'unica cosa brutta, di questi ritagli... buttala e ascolta altro e come per magia...

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