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giorni svuotati di senso
il corpo robotico
si abituava alla morte

l'anima evaporava
sconfitta dall'usura
usurata dalla sconfitta

in sottofondo, rumore
e il sordo suono, inumano
di insignificanti parole

un gusto acre nella gola
rassegnazione e rabbia
tutto ciò che possedevo

giorni e notti
uccisi e depredati
da meccaniche azioni

paralizza la paura
nel pensare a chi è costretto
per l'eterno a questa pena

ogni giorno un po' morivo
nel sentir quel timbro atroce

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e riponevo il cartellino

 

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6 commenti:

  • Anonimo il 13/01/2010 16:47
    Diciamo che ho provato anch'io in alcuni momenti della mia giovane vita i tuoi stessi fantasmi. Ero giovane e mi trovavo al fronte.
    Dopo tante vicissitudini eccomi qui a leggerti con grande entusiasmo.-
    Un abbraccio, ti ho lasciato il massimo delle stelline.
    Nonno Libero
  • Anonimo il 25/11/2009 18:03
    L'uomo deumanizzato, ridotto a cosa, ad una macchina... un singolare ma azzecatissimo ritratto di una classe operaia, figlia di una società industrializzata e consumistica.
    Probabilmente a Karl Marx sarebbe piaciuta molto!!!
  • Jurjevic Marina il 20/11/2009 12:32
    Sì.. povera gente che vive in questo modo.. Ma tu non sei uno di loro.. già.. il tuo talento per la scrittura ti distingue. Bravo
  • Anonimo il 18/11/2009 22:47
    Piaciuta.
  • Anonimo il 18/11/2009 20:40
    .. rassegnazione e rabbia.. tutto ciò che possedevo!! Ti porta ad accettare situazioni di cui faresti volentieri a meno!!!
    Bellissima...
  • Anonimo il 18/11/2009 19:16
    Versione umanizzata alla Asimov. Particolare nell'esposizione della meccanizzazione dell'uomo, ormai come robot. Bella.