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Come un muro a secco

Vorrei scriver di te.
Del sogno mio: l'avverato.
Pantocratore il tuo sorriso.
Aristocratico tuo
... il camminare.
Mi raggiungi sempre
in quest'estemporaneo e lento
esserci costante.
La mano tesa... la tua
... poi la mia a raggiungerla.
Oppure al contrario
... la mia.
L'incantato mio...
osservarti.
Eppur tuttavia,
l'antica sindrome
di uno Stendhal
riconosco,
nel trambusto osceno
della vita intorno.
Ma quanto resta di quella scalinata
che storta...
diritto porta al mare?
Mattone di taglio e intorno pietre
e poi un gradino.
Oppure,
lo striscio di una lumaca.
La parietaria al muro.
Ed io che penso:
"Non sono
... se non sei".
Come uno spancio
di muro a secco,
che di lui parrei soltanto,
il corrimano rugginoso
delle mancate carezze
degli amanti la sera,
ma ch'eppur lì appeso
ugualmente

... sta

 

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4 commenti:

  • Maria Piera Pacione il 05/12/2009 22:39
    riesci a trasmettere emozioni vere...
  • ANGELA VERARD0 il 19/11/2009 11:11
    la trovo molto bella per contenuti, espressione e stile
    toglierei solo un po' di punteggiatura: i tuoi versi sono ben scanditi, il costrutto è già ritmico.. in ogni caso cinque stelle
  • Anonimo il 19/11/2009 07:51
    nella grandissima attesa sempre in piedi ad aspettare che cambi qualcosa. Salva.
  • loretta margherita citarei il 19/11/2009 06:52
    molto apprezzata

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