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I segreti che non si confessano

Primaverili frescure,
doglie dell'età futura,
incomparabili sonorità.
Mi muovo lento
tra la verdura,
e sto attento,
silenzioso e muto.
Tendo l'orecchio però,
e bramoso ascolto.
Uno scricchiolio laggiù,
sotto un faggio,
un sussurro sotto di me,
tra le verdi foglie.
Tendo la mano
e mi avvicino.
Vorrei conoscerti,
tenero germoglio,
vorrei parlarti,
spaventosa quercia.
Capire ed essere capito:
questo solo voglio da voi.
Carpire poi,
da solo ardirei,
il soffio ineffabile
che la primavera
regala a voi.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 23/11/2009 17:14
    ascoltare con l'anima... gurdare con gli occhi del cuore... cogliere quello che troppo spesso scivola via... questa sua mi fa pensare che troppo spesso ci lasciamo scorrere la vita tra le dita... troppo spesso... molto bella.
  • giampaolo marcialis il 23/11/2009 11:13
    Una bella poesia Salvatore. Descrivi molto bene la natura e soprattutto quel tendere l'orecchio per ascoltarla meglio e forse per capirla e farsi capire. Una bella immagine. Come sempre al mio caro poeta voto : cinque stelle
  • Samuele Scagliarini il 23/11/2009 09:52
    Complimenti Salvatore, la sento molto vicina. Iniziamo bene la settimana!!
  • Anonimo il 23/11/2009 09:41
    La comprensione a passeggio sottobraccio alla conoscenza... sono le cose a cui tutti ambiamo... per esistere ed essere capiti.. bella come sempre..
  • Vincenzo Capitanucci il 23/11/2009 09:38
    Doglie dell'età futura. in Madre Natura...

    Bellissima Salva... carpire ed essere capito.. per non morire...

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