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Il giovane poeta

Lo vedi? Eccolo è lì,
seduto sulla sua sedia
sgangherata,
con in mano una piccola biro,
mentre scrive versi in rima.

Indeciso, fra cuore e amore,
fra viso e riso,
fra più e più parole,
antiche e nuove.

La sua bocca ha un fremito,
gli occhi osservano pigri,
le spalle incurvate
lo rendono così fragile.

Povero mio giovane poeta,
la strada è ancor lunga e scoscesa
non sai quanto ancor devi imparar
e ancor ben non sai come far.

Fra metafore, sinestesie
Chiasmi e allegorie,
la biro scorre lenta,
il foglio è quasi bianco.

Oh mio giovane poeta,
le tue parole acerbe
son simbolo della tua età,
prima o poi le vedrai maturar.

Intanto stai lì,
vivi la tua vita
e di pazienza armati,
ma non smetter di sperar.

 

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6 commenti:

  • Spina il 19/04/2014 21:47
    Molto bella! Ogni forma di Arte acerba necessita di esperienza Un saluto. Io sono del parere che non si impara mai troppo!
  • Anonimo il 21/02/2011 10:40
    Hai daton una lezione di letteratura a chi crede che la poesia sia facile da costruire. Sai quanti poeti ci sono nella rete? A iosa. Ma i poeti veri si contano sulla punta delle dita di due mani! Dopo Pasolini, ultimo vero poeta italiano, quanti ne vedi tu?
  • Antonio Fronte il 22/03/2010 16:54
    Versi belli e veri. Anche se, è meglio viverle le emozioni di gioventù, anziché esternarle (con nostalgia!), su di un foglio, in età avanzata. Poesia meritevole di evidenza! Complimenti alla bravissima Autrice!
  • Vincenzo Capitanucci il 26/11/2009 11:06
    No... non smettere mai di sperare... un giorno all'improvviso... saltera il tappo... e diventerai sorgente di versi...

    Bravissima... Chiara...
  • Anonimo il 25/11/2009 21:05
    Piaciuta.
  • Anonimo il 25/11/2009 18:31
    ho visto scorrere le immagini di questa opera... il giovane poeta nella sua stanza, luce soffusa, una lampadina sulla scrivania... non bisogna sprecare... lo sguardo del maestro che non lo abbandona e da lontano lo segue, lo protegge... bellissima.