Avida d'azzurro
Adagiato sul morbido ventre,
giace un ricordo,
stende il suo palmo e accarezza
un pensiero stremato.
Nutro la fame emotiva,
con deliri partecipi
e ti ritrovo accanto a me,
oggi come ieri,
sei impronta indelebile,
piegata da echi azzurri.
Intagliato nelle radici delle mani,
germogli,
irrigato dai tormenti,
scaldato da seni ardenti,
tenuto in vita da baci bagnati.
Rimbomba il suono della mia follia d'amore,
demolisce la ragione
e attorciglia la sua fune logica
ai suoi polsi
mi trascina dentro al sogno,
e finalmente godo in pace,
fino a lasciarmi cadere leggera,
in quel turbinio,
forgiato...
dalla mia avidità.