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Poesia della Notte

Ma.. non so
Cos'è che c'ho
Luce apriti dai..
Che manchi qua, sai.. da un po'
Da un po'
Si, da un po'
Sento il motivo
Di mille difficoltà che non ci sono
Di un dissenso, di un assenso che parte
E riparte da me

E sono un giullare
Verso l'altare
Il Re vuole morte
Adora la sorte di serpi rotte
Di spazi aperti
E odia l'acerbo

Sento che posso e devo
Contare solo su di me e sulle mie forze
Disobbediente, caratterialmente

Ma so che il sole
Fa miracoli e arriverà
Alla voce di quel giullare
Al cospetto del suo cantare
Controcanto:
[ menestrello autunnale]
Dalle ali d'orate
Sciogli l'angoscia di fugaci
Fuochi solari
(raggi imperiali)

E io sono un giullare
Verso l'altare
Che fa ridere, ma anche vivere
E sa essere se stesso.. nel divertire
E non come voi,
e non come il Re
che vuole solo la morte

che... che ama tutto ciò
che è confusione
che è finto amore
che odia il giullare
[la folla senza senso]
Che odia il giullare...
[che voi tanto amate ]

ma io sto andando da Caronte
e mi aprirà Vulcano, hanno pronto per me
il mio obbiettivo,
paura o no di incontrare
prima o poi incrociare..
un amore vivo
un amore vivo
celeste e vivo..

 

l'autore giuliano cimino ha riportato queste note sull'opera

scritta nell'ottobre 2007, molto fantasy, parla di uno stato d'animo triste, ma spiritoso, ironico su se stesso..


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