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La Maschera

Dopo l'ultimo spettacolo della sera,
se smorzano le luci
der teatro Primavera.

Sortanto Marco er prim'attore
rimaneva da solo per n'antro par d'ore
pe affoga' l'amarezza der destino
drent'an bicchiere pieno de vino.

E così, bevenno fino all'ultimo sorzo,
improvisava na specie de discorzo
bestemmianno contro questo e contro quello
come fanno l'insani de cervello.

Ma all'improviso, 'na sera...
"Certo che te sei propio rimbambito!"
Je disse 'na maschera
ariposta drent'an sito.

"Che credi de risolve co' 'sto sistema?"
"Te assicuro ch'arimedi sortanto
che quanno quarcuno te stara' accanto,
co' 'na smorza de compassione susserera' ..."
"Poro disgraziato, quanta pena che me fa'!"

"E penza pure che a tutta quella gente
deli problemii tua, infonno...
nun je ne frega propio gnente!"

"Fai come me che co' sta stessa faccia
de fronte a fatti belli e brutti,
me piaccia o nun me piaccia
sorido, ... e li cojono tutti!"

 

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4 commenti:

  • Anna Maria Russo il 05/01/2010 15:58
    bella... la maschera dice il vero.. a nessuno interessano i problemi degli altri.. sorridere sempre anche quando il cuore piange
  • danilo il 07/12/2009 00:54
    Bella, bella e ancora più bella! Non sono romano ma accetto il dialetto e lo rispetto.
  • Anonimo il 04/12/2009 19:37
    Bella na' cifra
  • loretta margherita citarei il 04/12/2009 14:43
    ottima