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Se questo è progresso

Esco da un lungo sonno
in cui leggerezza e silenzio
erano aria che respiravo
e beatitudine per la mente.
Mi resta nella memoria
eco di voci infantili
nel giuoco festoso
e profumi di essenze
esotiche e misteriose
disperse nel tepore dell'aria.
Mi ritrovo in un reale caotico,
dove si parla gridando
e la furia dell'odio impazza.
Volti tirati senza sorriso,
diffusa ed inquieta frenesia
e poi tutto un correre,
non si sa bene dove e perché.
Un turbinio di auto sfreccianti,
aria ammorbata che soffoca
e tanto rumore, rumore, rumore.
Dicono che questo è progresso,
l'aspetto della civiltà, benessere.
Sarà, ma io preferisco cercare
un frondoso carrubo, dove giacere
e rituffarmi nel letargo dei semplici,
degli incivili, dei bisognosi.

 

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9 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 16/02/2013 08:20
    ... primo lei è il sostrato,
    ma la lirica è costruita
    in modo originale,
    complimenti...

9 commenti:

  • Cinzia Gargiulo il 17/01/2010 17:13
    In effetti non è che il progresso ci abbia poi migliorato tanto la vita, per certi versi è il contrario. La corsa però sembra inarrestabile...
    Bella e profonda questa tua. Bravissimo Ignazio!
    Un abbraccio...
  • Antonietta Mennitti il 08/12/2009 11:20
  • IGNAZIO AMICO il 08/12/2009 00:18
    Un cordiale grazie a tutti gli Autori che mi leggono e commentano. Buone Feste!
  • loretta margherita citarei il 07/12/2009 21:24
    ottima super
  • Fabio Mancini il 07/12/2009 17:36
    "I viandanti" "Gli imperfetti" "I pellegrini" piuttosto che gli uomini che si fanno da soli, che non hanno bisogno di nessuno, e che non devono chiedere mai! Fabio.
  • Anonimo il 07/12/2009 17:05
    bellissima Ignazio! ma più che svegliarci siamo tutti dentro un incubo!
  • Anonimo il 07/12/2009 16:21
    .. in un oceano di inquietudine va.. tutto questo che chiamiamo progresso.. dove anche l'ombra corre piu della
    materia..
    bravo piaciuta
  • Anonimo il 07/12/2009 15:58
    quando si aveva meno... si possedeva tanto... oggi si ha molto e non si possiede più niente... l'ingordigia del progresso ha sfrattato i sentimenti... serve più spazio per le illusioni... parvenza di felicità in un consumismo che crea una voragine sempre più difficile da colmare... persino non badiamo a chi abbiamo a fianco e veramente non ha proprio nulla... mentre spesso noi si butta via anche il pane... abbiamo fretta... non lo possiamo conservare... dobbiamo correre, ma correre dove... chiamarsi fuori da questa folle corsa...è forse l'unica speranza e nel nostro piccolo cercare di arginare l'immenso danno... mi è piaciuta molto, grazie.
  • Ugo Mastrogiovanni il 07/12/2009 15:42
    Dicono che questo è progresso... Che vuoi che ti dica caro Ignazio? Perciò ho scelto di vivere quasi in campagna, alla periferia estrema del paese, quella che chiamano "dei poveri". Mi sta bene così, almeno non passa una macchina, tanto la strada è chiusa! Hai fatto bene a dedicare una poesia a questo triste argomento, ci voleva.

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