Storiella senza sole
L'aria lambisce i ricordi
schioccando la frusta sulla terra nuda,
e di un colore bruciante
geme il canto delle lingue di vento
sulla pelle increspata del mare,
cupa cornice
di un acquarello rigonfio di cenere
Incessantemente
piove
da stelle celate
scroscianti catene,
brusii gocciolanti
Come lubrici corsetti monacali
le nuvole,
coprono
il cuore della coscienza,
dove filtra ancora
un po' di chiarore
Pare proprio d'apporre,
con dita adunche
un sigillo di vergogna
all'immenso
imbrunire di plastica
di una stagione innamorata
della caligine ottusa
e con ricchezza s'aprono umide labbra d'inverno
annegando il mondo,
suo malgrado,
in una gelida pozza d'amore
Un improvviso sprazzo irsuto
ride isterico,
in apparente contraddizione
a quest'infinito sentimento senza gioia