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Camminando

Ho percorso strade in tutte le stagioni
ho preso pioggia, vento e mare
conservando tracce ed impronte sugli occhi,
ho disseminato briciole
di pane fatto di speranza e di memoria
per ritrovare un senso da dare
a questi miei passi affamati
di luce e bellezza
con il cuore dilatato e aperto
e la fragilità della mia anima
impastata con carne e sangue.
Ho camminato
colorando di arcobaleno
anche i miei giorni di nebbia
quando la strada era
solo piedi stanchi
trascinati per uccidere il tempo
prima che finissse tutta la mia voglia di andare
di spostarmi oltre
sono andata avanti
anche senza una meta
quando il mio esistere
è stato un'inutile dettaglio
confuso in mezzo alla vita di altra umanità
scagliata dal cielo per la terra.
Cammino ancora e vado
e qualche volta non comprendo
fino in fondo
cosa mi somiglia
cosa mi frena e ferma
cosa mi spezza le gambe
e cosa invece mi salva
e mi spinge in volo
cammino con in tasca soltanto
il ricordo e la dolce nostalgia
bellissima
di esser stata fiore e magari anche sole
con il primo canto d'amore
che mi ha accolto
per un viaggio
nel respiro tra mille respiri
di questo immenso mondo.

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 11/12/2009 21:23
    nel tuo cammino hai lasciato impronte... che qualcuno seguirà... pochi ma buoni... ricordatelo sempre...
    come questa poesia... una bella impronta... profonda... forse troppo... per colpa del tuo dolore...
    ti hanno già messo 5 stelle ---- io avrei messo molto di più!
  • Anonimo il 11/12/2009 19:12
    UHMMMMM oggi sono proprio buono...

    Mi perdoni se gliela riscrivo... non è per offenderla ma per farle un complimento...
    La stoffetta c'è... ma deve scrivere di poesie per diventare brava.

    Chiaro che, come diceva il grande Maro Luzi, RISCRIVERE è un po' far violenza... basta però - dico io - presisare le intenzioni.
    QUali sono le mie? Adesso?
    Sottolineare quello che di banale rende la sua poesie meritevole di un cinque e mezzo.


    Strade di tutte le stagioni ho percorso, sola
    mi sono presa tutto: pioggia, vento e mare
    di tutto ho conservato tracce ed impronte...
    negli occhi.

    Briciole di pane
    fatto di speranza e di memoria
    ho disseminato
    per ritrovare un senso:
    io voglio ancora dare
    a questi miei passi affamati
    a questo mio cuore dilatato e aperto
    a questa mia fragile anima
    impastata con carne e sangue
    luce e bellezza.

    Ho camminato, sola
    colorando di arcobaleno
    anche i miei giorni di nebbia
    quando la strada era
    "solo piedi stanchi"
    trascinati per uccidere il tempo
    prima che finissse tutta la mia voglia di andare
    di spostarmi oltre.

    Sono andata avanti
    quando anche il mio esistere era
    esistere senza una meta
    quando tutto era un'inutile dettaglio
    confuso in mezzo alla vita di altra umanità
    scagliata dal cielo per la terra.

    Cammino ancora e vado
    e qualche volta non comprendo
    fino in fondo:
    cosa mi somiglia?
    cosa mi frena e ferma?
    cosa mi spezza le gambe?
    Cosa invece mi salva
    e mi spinge in volo?

    Cammino con in tasca soltanto
    il ricordo e la dolce nostalgia
    di esser stata fiore e magari anche sole
    all'eporca del mio primo canto d'amore
    quello che mi accolse
    per un viaggio
    nel respiro tra mille respiri
    di questo immenso mondo.

    NOTA: non tenga conto della mia riscrittura... la riscriva LEI almeno trenta volte...
    AUGURI.
  • loretta margherita citarei il 11/12/2009 13:51
    intensa piena di emozioni

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