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Venisti a riprendermi

venisti a riprendermi
quando ormai ero disperso
nelle infrastrutture pubbliche
e fu una gioia immensa
l'approdo a un'isola

venisti ad amarmi
quando ero ragazzo
nel grigiore di quegli anni
e fu una gioia immensa
la scoperta di un mondo

venisti al mondo
quando ero uomo
negli anni del lavoro industriale
e fu una gioia immensa
l'infinito svelato

 

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3 commenti:

  • loretta margherita citarei il 12/12/2009 21:39
    ottima ben scritta
  • Anonimo il 12/12/2009 19:49
    È molto bella velata di tristezza come è normale che sia con il tempo che passa via.
  • Anonimo il 12/12/2009 13:39
    .. l'entusiasmo che si rinnova... che rinnova il modo di guardare il mondo, le cose, le persone, ed ogni giorno un giorno nuovo... sempre diverso da quello passato... il primo vagito... diventare padre, da quell'istante comprendere... perché i nostri genitori a volte... la vita sorprende, continuamente, a volte con un sorriso... altre con un rimpianto.
    Mi è piaciuta moltissimo questa poesia, moltissimo, grazie.

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