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Per ciascuno vorrei un Natale così

Signore, rendici veritieri senza arroganza,
umili senza finzione,
allegri senza leggerezza,
seri ma senza disperazione,
severi senza cattiveria,
forti senza crudeltà,
buoni senza mollezza,
misericordiosi senza lasciar fare,
miti senza ostentazione,
pacifici senza falsità,
vigilanti senza ossessione,
sani senza torpore, sicuri senza follia,
poveri senza miseria, ricchi senza avarizia,
prudenti senza sospetto.
Fa che diventiamo dotti senza volerlo sembrare,
docili ma inclini alla saggezza,
umani senza avidità, ospitali ma sobri,
lavorando con le nostre mani
ma senza confidare in noi stessi.
Fa che temiamo, onoriamo ed amiamo
al di sopra di tutte le cose che Tu hai creato.
Dio uno e trino, manda in noi una luce
perché ti conosciamo e ti vediamo come sei veramente;
togli da noi le tenebre dell'ignoranza.

 

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0 recensioni:

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26 commenti:

  • Donato Delfin8 il 17/12/2009 21:58
    Ah bè Fabio bella scelta e a S. Agostino sperando di farti beccare la sezione giusta dove pubblicare (opere celebri)
    Comunque Buone Feste a tutti e grazie per la piacevole conversazione.
  • Fabio Mancini il 17/12/2009 16:08
    Cara, Nadia, parlare con te significa ricevere il piacere della mente. La tua profondità di pensiero, conoscenza, capacità riflessiva e di analisi non sono comuni. Certo bello sarebbe il libero scambio, standosene seduti in una sala caffé dove guardandosi fluirebbero meglio i pensieri, le parole, i concetti. E invece eccoci qui, a scriverci e a scambiarci liberamente le nostre opinioni a kilometri di distanza. Una immagine che ha usato molto la Chiesa per indicare la condizione del peccato è la cecità che ricevette Saulo di Tarso, in seguito alla caduta da cavallo quando egli perseguitava i cristiani. "Perché mi perseguiti?" udì Saulo, prima di cadere. Poi riaquistò la vista, si convertì al cristianesimo e Saulo di Tarso, sappiamo divenne l'apostolo Paolo. L'apostolo delle genti. Forse il racconto bibblico della cecità di Saulo di Tarso è simile alla definizione della scrittrice Susanna Tamaro. Per quel che cconcerne la confessione del frate, lo stralcio da te riportato mi è piaciuto molto. Per un periodo mi sono interessato della differenza tra il senso di colpa ed il senso del peccato, cercando di distinguere la sfera psicologica da quella dottrinale. Autori che potrebbero interessarti sono: Cencini e Manenti, sacerdoti psicologi, i quali posseggono entrambe le ccompetenze. Spero di esserti stato utile e gradevole, come tu lo sei per me. Un bacio, Fabio.
  • Anonimo il 17/12/2009 13:46
    Fabio, mi piacerebbe esporti la mia concezione del peccato, e per questo mi servo delle parole di Susanna Tamaro, nel suo "Rispondimi", un libro che ho letto un po' di tempo fa.

    Il peccato non è una trasgressione alle regole di un ordine gerarchico, ma un telo nero che ci gettiamo addosso. In quell'oscurità artificiale, non vediamo niente, non sentiamo niente, eppure siamo convinti di comprendere ogni cosa.
    Il peccato è dunque una mancanza, un danno che facciamo soltanto a noi stessi. Qualcosa che ci allontana drammaticamente dalla nostra condizione di creature nate per vivere nella Luce.

    Poi c'è un altro passo del libro che mi piace molto, e le parole sono quelle di un frate.

    Confessavo le persone, ricevevo le confidenze di anime smarrite, tutti aspettavano da me una via, una certezza, mentre ioi mi aggiravo nel buio più totale, senza poter confidare a nessuno il mio smarrimento. Giravo il caleidoscopio con rabbia, cercando una nuova risposta alle mie domande. È stato a quel punto che mi è sfuggito di mano, ed è caduto per terra, infrangendosi in mille pezzi. A un tratto mi sono reso conto che tutto quello che avevo creduto fino ad allora non erano state altro che idee, proiezioni delle mie paure. Avevo voluto rendere afferrabile ciò ch eè inafferrabile, avevo voluto limitarlo, dargli un nome, un tempo di svolgimento, avevo voluto portare tutto alla limitatezza della mia mente di uomo.
    È stato in quel momento che ho cominciato davvero il mio cammino. Il momento in cui sono rimasto completamente nudo, completamente inerme, completamente senza voce, ed è per questo ch ein me non c'è più senso di vuoto, piuttosto la trepidazione un po' adolescenziale di chi attende il primo incontro con l'innamorato.

    Questo, Fabio per dirti come a volte si è ciechi, cerchiamo Dio nei posti sbagliati e non ci accorgiamo invece che cammina a fianco a noi, per le strade, nel lavoro, nelle pause, nella vita quotidiana.

    Scusami il dilungamento
  • Antonietta Mennitti il 17/12/2009 09:38
    Abbiate fede ragazzi... sempre! Bravo Fabio!
  • Fabio Mancini il 17/12/2009 05:12
    Ciao, Matilda. Nessuno è perso finché è in vita, perché l'Amore di Dio supera ogni ostacolo, sana ogni male, offre uno spiraglio là dove sembrava che non ce ne fossero. L'Amore di Dio ti coglie di sorpresa, ti seduce, ti affascina al punto tale che non sai più vivere senza. Non chiederti dov'è la strada che porta a Lui, perchè è Lui che conosce la tua sofferenza, i tuoi pensieri, la tua voglia di vivere, istruisce il tuo cuore mentre dormi, ti rende sensibile e fragile perchè ti vuole bella dentro, capace di amare l'altro con tutta te stessa con fiducia, serenità, accettazione, dialogo, pazienza, carità, non con la disperazione di chi pensa di trovarsi all'ultima possibilità della vita. Hai ragione, Matilda, sono belle parole, forse dovrebbe essere un programma di vita, un codice comportamentale al quale attenersi scrupolosamente. Non per niente l'autore di questa preghiera è uno dei Padri della Chiesa, un Santo. In confidenza, Matilda, io non sono capace di realizzzare nemmeno un solo punto di quelli elencati, questo per dirti di quanto i miei sentimenti siano inquinati e quindi incapaci di produrre comportamenti virtuosi e nobili. Anche io, cara Matilda, come te, non so come vivere questo incitamento alla santità, alla perfezione. Forse perché non siamo né santi, né perfetti? Ma l'impegno per essere migliori non deve mai mancare. Non credi? Un bacio affettuosissimo, Fabio.
  • Jurjevic Marina il 16/12/2009 22:58
    Dio, fammi trovare la strada che porta a te.. perché son persa.
    Fabio.. belle parole, magari io sapessi come viverle.
  • Fabio Mancini il 16/12/2009 22:27
    Un carissimo augurio a te e famiglia, cara Sabrina. Ciao, Fabio.
  • Fabio Mancini il 16/12/2009 22:26
    Hai ragione, Nadia, quando dici che nulla è facile. Non sono un angiologo, però da quello che mi risulta, più è alto il livello di santità al quale Dio chiama, e più è profonda la sofferenza, il travaglio interiore che il "chiamato" è costretto a subire. Un esempio su tutti è Padre Pio che fu osteggiato dalla Chiesa e fronteggiato dal Demonio. Quando il Santo ricevette il dono delle stigmate di Cristo, chiese al Signore che le venissero tolte e fece di tutto per nasconderle, ma i suoi tentativi e le sue preghiere ebbero scarsi risultati, dovendo sostenere i pesi che sappiamo. Quindi confermo le tue parole: è Dio a scegliere, non noi a scegliere Lui. Un capitolo a parte merita il biene ed il male. Sono d'accordo con te che abbiamo gli strumenti per capire cos'è il bene e cos'è il male, ma non è la coscienza. Lo scrittore Victor Hugo, diceva che la coscienza è la voce di Dio, ma erano altri tempi e c'era un'altra cultura. Lo strumento per capire il bene ed il male è la Parola di Dio, lì c'è scritto tutto quello che un uomo deve sapere. Poi, è chiaro che lo Spirito Santo, l'Amore di Dio ci istruisce e ci accoglie in qualsiasi momento della nostra vita, senza abbandonare nesssuno. Mi piace anche quello che hai detto in merito alle ragioni degli altri che trascuriamo, mentre siamo pronti a combattere solo per le nostre convinzioni (assolutismo? integralismo?). Personalmente credo di essere una persona molto consapevole, ma ahimé poco santa. Con estrema simpatia e amicizia, Fabio.
  • Sabrina Villaverde Diaz il 16/12/2009 22:25
    È bello poterti rileggere... il tuo è un Natale da augurare a tutti di cuore! Buon Natale allora! Un caro saluto, Sabrina.
  • Anonimo il 16/12/2009 13:32
    ed è questo che si chiama amore
  • Anonimo il 16/12/2009 13:30
    Credo anche, Fabio, che Dio ci abbia dato gli strumenti per sapere cosa è bene e cosa invece è male e come un buon padre che ama i suoi figli, ci lascia liberi di scegliere la nostra vita, pronto ad accoglierci qualora decidessimo di tornare, quale padre abbondona i suoi figli anche se hanno sbagliato?
    Ci sono infiniti modi per accedere alla santità, per diventare persone consapevoli, come avrebbe fatto San Francesco ad abbracciare la povertà, decidere di spogliarsi della ricchezza se non avesse conosciuto la ricchezza? O San Paolo, che ha perseguitato, ucciso i cristiani prima di scegliere di diventare uno di loro?
    Anche nel nostro piccolo commettiamo degli errori, a volte non ci accorgiamo del male che facciamo agli altri magari solo perchè ci accaniamo nelle nostre convinzioni e non cerchiamo di capire quelle degli altri.
    Certo, il male non è una strada obbligata per arrivare al bene, tuttavia penso che anche la persona di fede più convinta, più umile, si sia trovata di fronte il dubbio di aver sbagliato tutto e di sentire il peso della sua scelta, poichè penso che l'uomo deve continuamente interrogarsi, è un percorso fondamentale per fondare le nostre radici, le nostre convinzioni, il nostro credere. Niente è facile, niente è regalato. Dio sceglie ognuno di noi, lasciando a noi la libertà di scegliere o non scegliere lui.
  • Fabio Mancini il 16/12/2009 13:07
    Grazie, Vincenzo del tuo messaggio. Apprezzo il tuo Santo sarcasmo. Auguri, Fabio.
  • Fabio Mancini il 16/12/2009 13:06
    Ciao, Nadia. Dio ama tutti in ugual misura, ma per ciscuno traccia percorsi diversi di santità. Il Signore nella mia infanzia mi ha donato mia madre che mi ha educato alla fede e per me è stata la più grande maestra di vita, ora è anziana e malata di Alzheimer. Nella giovinezza il Signore mi ha donato la salute e la serenità, ma ora non ho più la brillantezza di una volta e ho qualche piccolo acciacco. Posso non amare più il Signore dopo che mi ha dato tanto? Solo perché i miei genitori sono anziani e in fragili condizioni di salute e mia sorella non mi parla da quasi un anno senza motivo ed io ho qualche trascurabile problema di salute? Forse la santità nel mio caso è abbracciare il presente come mi viene presentato, senza inveire contro il Cielo, senza sentirmi vittima degli eventi, accontentandomi del mezzo bicchiere pieno, con la dignità di chi è consapevole di essere figlio di Dio. Il male come tu dici, lo sperimentiamo quotidianamente consci o inconsci, ma non è una strada obbligata per arrivare al bene. Ma mentre il male ci viene spontaneo farlo (vedi: l'egoismo, la superbia, la presunzione, ecc) per poter fare il bene, dobbiamo coinvolgere completamente la nostra volontà, legandola ai nostri sentimenti. Cosa sia il bene ed il male non è affare dell'uomo, ma di Dio. Forse noi siamo in grado di comprendere gli errori, ma solo dopo averli compiuti ed aver constatato i danni, ma è sulle nostre carenze che dobbiamo crescere e migliorarci. Un bacio con simpatia, Fabio.
  • Vincenzo Capitanucci il 16/12/2009 12:23
    Un giorno maturerai in te... la consapevolezza... che Dio.. ti ha scelto... ancor prima che il mondo fu creato...
  • Anonimo il 16/12/2009 12:11
    Penso Fabio che Dio ami i suoi figli senza distinzioni, che per lui siamo tutti uguali, Sant'Agostino è arrivato alla consapevolezza dopo percorsi travagliati e innumerevoli errori, anche questa cosa comune a molti santi.
    A tutti è possibile accedere alla santità, sono convinta e maturare una coscienza penso sia necessario conoscere entrambi i lati di una medaglia, conoscere cioè cosa è il bene e cosa è il male, bisogna vivere anche esperienze negative, per apprezzare quelle belle.
    con simpatai

    Nadia
  • Aedo il 15/12/2009 23:58
    E anch'io vorrei un Natale così, che si caratterizzi come l'inizio di una nuova vita, dove gli uomini lo siano di nome e di fatto, senza che si debbano vergognare per atti di prevaricazione, egoismo, prepotenza.
    Buon Natale, caro amico!
    Ignazio
  • Fabio Mancini il 15/12/2009 22:40
    Grazie, Loretta. Grazie, Francesca. Fabio.
  • Fabio Mancini il 15/12/2009 22:39
    Ciao, Nadia. Condivido il tuo punto di vista, anche se S. Agostino era consapevole di essere stato prescelto da Dio, fatto comune a tutti i Santi. Un bacio, Fabio.
  • Fabio Mancini il 15/12/2009 22:35
    Ciao, Vincenzo. L'unico peccato imperdonabile a cui tu probabilmente fai riferimento è la bestemmia contro lo Spirito Santo. Ciò si verifica quando l'uomo vive lontano da Dio e ne rifiuta la relazione di perdono e di amore, continuando a preferire il peccato, convincendosi che il male che egli compie è causato dallo Spirito Santo. In poche parole, possiamo sintetizzare che "il peccatore incallito" quello cronico, l'irrecuperabile è il candidato per eccellenza ad occupare l'ambito posto nell'esercito di Satana. Per peccati gravi si intendeno quelli commessi con "materia grave, in piena coscienza e deliberato consenso" come recita la formula. I dieci comandamenti costituiscono la materia grave (ricordati di santificare le feste). Per piena coscienza, si intende piena consapevolezza, cioè la conoscenza che tale omissione costituisce peccato. Il deliberato consenso, cioè con la partecipazione della propria volontà di adempiere a tale comportamento. Basta avere un solo peccato mortale sulla coscienza, non confesssato e perdonato per scivolare più in basso del Purgatorio. Quindi, mio caro amico, spero di averti dato materia su cui riflettere. Gli auguri poi, vanno e vengono. Le cose importanti sono altre... Un abbraccio fraterno. Fabio.
  • francesca cuccia il 15/12/2009 19:57
    Che Dio ascolti le tue parole stupende amico, grazie un abbraccio.
  • Anonimo il 15/12/2009 17:49
    Sant'Agostino diceva anche "Signore rendimi puro e caso.. ma non ora".. che ben si colloca anche al tuo scritto. Per scoprire la profondità, il valore e l'amore, bisogna concedersi la lotta per conquistarli, perchè abbiano il profondo significato per cui vale la pena di viverli. Solo passando attraverso i sentieri della conoscenza, dell'inquietudine, possiamo diventare tutto ciò che è scritto nella tua preghiera.
    grazie
  • loretta margherita citarei il 15/12/2009 15:37
    grazie di questa testimonianza agostiniana
  • Vincenzo Capitanucci il 15/12/2009 13:23
    S. Agostino... mi ha scomunicato... tramite un Suo Ministro... perché gli ho detto che era assurdo considerare peccato mortale il non andare a messa... sappiamo bene qual'è l'unico peccato mortale...
  • Fabio Mancini il 15/12/2009 13:09
    La preghiera è stata pubblicata da me, ma scritta da S. Agostino. Auguri a tutti. Fabio.
  • Vincenzo Capitanucci il 15/12/2009 11:28
    Bellissima preghiera Fabio... hai dato ottimi e saggi equilibri...
    Per me Dio è Uno e Qua trino... e non è solo una battuta... aver lasciato fuori la Madre Divina... al livello del Cuore...è stato un gravissimo errore... così il segno della croce... non scende fino al Figlio... e non si trasforma in segno di Vita... ma questa è solo una mia personalissima opinione...
    Grazie... Fabio... ti auguro un profondo e vero Natale... a Te e a Tutti i Tuoi Cari...
  • Anonimo il 15/12/2009 11:06
    Una bellissima preghiera che si può aggiungere nel corso della nostra vita...
    grazie e Auguri Fabio.

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