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La guerra unisce

Eravamo in tre nel millenovecentoquarantatre,
io, il mio piccolo amico ebreo e la bambina,
rifugiati e costretti ad ammuffire sottoterra,
tra centinaia di altri esseri, umani e bestie
senza distinzione, condividevamo il buio.
Ogni giorno
esplosioni di mine,
soldati che urlavano bestemmie in tedesco
alla luce del sole e senza timori.
Noi accucciati, con l'odore di terra
e di sudore nelle narici tappate,
stavano ad ascoltare, tenendoci per mano.
Quando scesero a prenderci nessuno
disse una parola, i nostri occhi
rimasero a fissare quel pilastro di luce
che, dalla botola aperta, illuminava i nostri piedi.

 

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7 commenti:

  • Don Pompeo Mongiello il 18/12/2009 12:31
    Bellissima, ma cerchiamo di evitare altre guerre per unirsi ancora.
  • Kartika Blue il 18/12/2009 09:42
  • francesca cuccia il 17/12/2009 21:33
    In guerra si dimenticano tutte le stupide parole dette nella vita quotidiana, si lotta per aiutarsi e sopravvivere, molto vero quello che dici bravo amico.
  • loretta margherita citarei il 17/12/2009 20:04
    stupenda veramente bella
  • Anonimo il 17/12/2009 18:30
    Molto, molto vero quello che scrivi. Penso che molti durante la guerra provassero questo sentimento di unione al di la dell'appartenenza di fronti... bellissima Salvatore!! I miei complimenti per questo pezzo di storia, che sicuramente non si leggerà mai nei libri di testo...
  • Antonietta Mennitti il 17/12/2009 17:31
    Interessante!
  • giuliano paolini il 17/12/2009 16:01
    gli intrecci della vita a volte precipitano gli uomini in situazioni che a mente fredda possono sembrare assurde, ma quando la follia di alcuni ha il sopravvento sul ragionare incolpevoli e forse distratti alcuni e spesso troppi sono catapultati in incubi che paiono impossibili persino da ipotizzare
    per chi non ha conosciuto queste miserie è sempre difficile commentare, un senso di ribrezzo per i responsabili e di dolore per chi ha subito, una sola piccola luce illumina il mio pensiero che un gesto di inconsapevolezza di chi dovrebbe e potrebbe oppporsi prolungato nel tempo è i in grado di alimentare un gioco perverso in chi è immagine stessa di follia e paranoia

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