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Ricordi?

Perdo i sensi, una mattina di nebbia,
sotto i colpi del ricordo.
Tu unico fremito d'estate,
vortice doloroso
infuri nella mente.

(Ricordi?)

Bianca neve e la città, silenzio
mai la rividi così;
Gelidi e delicati cuscini
di ghiaccio;
certe giovani voci vaghe,
nella notte.
Risate, vita, battiti.
Già mi innamoravo e non sapevo.
Il tuo viso, nell'ombra,
gemeva.

Dell'inverno il freddo non finiva,
pioggia, gocce, pioggia,
ma importava
Infine?
Nell'anima rideva il sole,
luccichio notturno di piene
lune.

Senza dormire una notte,
io e la tua mano
in bilico
Volevamo nell'abisso gettarci?
Ci salvammo, a vicenda,
forse
dal morire di passione.
E mi desti un bacio
lungo una notte intera.

Chiaro aprile e riflessi di luce
nei verdi degli occhi
tuoi, nell'evanescenza dei miei occhi.
Il lago suonava.
Io dicevo... nulla.
Era l'amore.

Preludio d'estate maggio,
averti avrei voluto.
I cuori folli
urlavano.
Mi fermai.
Tornò solitario un grido,
Sentì della fine
lo scricchiolio.

 

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3 commenti:

  • Sergio Fravolini il 08/04/2010 14:18
    Nel silenzio la neve... e poi. Chiari riflessi di luce nell'appannata visione dei perché.

    Sergio
  • Cristina Leonardi il 23/12/2009 15:05
    Grazie per la tua metafora... in effetti sono proprio pennellate, piccoli scorci di immagini che rimangono scolpite nella memoria.
  • Anonimo il 19/12/2009 08:51
    Belle queste pennellate di ricordi...è una poesia che paragonata alla pittura mi ricorda i macchiaioli. L'avrei intitolata "macchie di ricordi". Brava. Ciao

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