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Una chiesa vuota

lievito leggero
a piedi nudi sull'aria

sento soffici soffi
di vento carezzarmi
le piccole dita affusolate
sciamane ammuffite
al sole d'estate

sospirano finalmente
dondolandosi pigre
senza peso
goffe sorelle impiccate
al tronco
pianta sottile
e poi caviglia

sfioro appena il pavimento
carezzo il marmo
l'alabastro intenso
di questa vuota chiesa di nessuno

nessuno

scivolo sulle lucentezze
annaspo sulla polvere
traccio segni come artigli
sulle nuvole grigie
d'anni sudate

atterro
un orma dietro l'altra
un altro passo compiuto
verso il letto sfatto
d'un'altra casa
un'altra chiesa vuota

vuota.

 

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3 commenti:

  • romana il 10/08/2013 21:37
    Una poesia che lascia l'impronta, una gran forza di pensiero
  • Gabriella Salvatore il 25/10/2007 14:26
    non so per quale motivo, ma leggendo questi versi mi è venuto in mente il film "ferro 3". gran bel film e gran bella poesia
  • Antonio Pani il 24/11/2006 22:46
    Complimenti per un altro bellissimo segno che lasci. Dalla tua poesia traspare forza interiore e un ego difficile da dominare. È solo il mio pensiero, a presto. Bravo.

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