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Ricordando

Conoscevo Salvatore,
napoletano,
faceva il muratore.
L'altro giorno
con lui, ho festeggiato
il Natale,
un minuto di silenzio
nel cantiere.
Guardando il cielo,
l'ho visto
prendere
nuvole,
farne mattoni
e con la cazzuola in mano,
costruire
la casa, agli
operai morti,
senza distizione
sia in fabbrica,
che nel cantiere.
In terra noi, a pregare
con una lacrima
di rabbia sul viso
e una piccola colletta,
denaro, per far sorridere,
almeno per un giorno,
i figli,
che ha lasciato.

 

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10 commenti:

  • ANNA MARIA CONSOLO il 21/12/2009 16:19
    Commovente!
  • giuliano cimino il 21/12/2009 01:11
    triste ma che arriva al cuore.. bella poetessa
  • Piero Simoni il 21/12/2009 00:08
    un'immagine dolce e struggente
  • Anonimo il 20/12/2009 21:37
    stringe il cuore questa tua perla... ricordare... per non dimenticare, cosa che all'uomo riesce sempre molto bene...
    davvero molto brava.
  • Anonimo il 20/12/2009 19:59
    Bella... in concomitanza con la mia che tratta un argomento affine. Bravissima.
  • Ruben Reversi il 20/12/2009 17:30
    Versi di grande sensibilità... sempre imensa. ti bacio ruben
  • Fabio Mancini il 20/12/2009 17:01
    Hai un atteggiamento molto spirituale. Mi piace! Ciao, cucciolotta! Fabio.
  • Maurizio Cortese il 20/12/2009 15:39
    Commovente e delicata, soprattutto nell'immagine delle nuvole che diventano mattoni.
  • Giuseppe Bellanca il 20/12/2009 13:13
    sempre sensibile brava ciao
  • Auro Lezzi il 20/12/2009 12:20
    Dolcemente nostalgica e limpida.. Molto sentita.

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