Peccato... ieri non era Natale
Urlano le cornacchie
e camminano affianco ai giorni logorati,
strappano l'apparente quiete,
riaffiorano ansimanti ricordi
e annego nel lago scuro.
Natale...
palude d'ipocrisia dove si accalcano
aridi sorrisi, falsi abbracci e sterili parole.
Dov'eri, quando sola, tenevo la testa tra le mani?
Dov'eri, quando barattavo uno sguardo smarrito per un bacio?
Peccato...
ieri non era Natale.
Zotico Natale
nel cuore di tanti,
continuano la loro commedia
mentre io sto a guardare,
ma qualcosa è mutato.
Prima per un dispotico bisogno
ero cieca,
ora invece, vedo e riconosco chi è pietra.
Ho costruito il nido sopra l'azzurro
e il Natale ha vestito a festa,
ogni mio singolo giorno
e ho deciso che lo farò varcare,
solo da cuori che hanno scelto
di profumare d'amore
tutti i giorni.