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Il treno delle 20

Il treno delle 20 sopporta nel ventre
gli ultimi effluvi di chi è appena sceso:
gli ultimi di chi non scende mai.
Un mezzano finestrino aperto
schiude due labbra, impronte di rossetto,
a uno vestito bene e trasandato dentro.
Parla di nitide catene, pizzica la brochure
del libro geloso d'un capello nero.
come si può dire di no a quelle mani
al cracker dorato che non pretende nulla?
La sua calda poesia striscia via su fasce
di alberi veloci e di macerie antiche:
eccentriche orme d'un valzer della terra.*
"Cosa m'importa se m'ha ascoltata o meno
però l'ho fatto, ho tirato le mie rughe;
perché questo rottame non si spezza
facendoci sgorgare nella colpa?"
Balliamo come la terra senza una ragione
lambiti astri lontani, rovine senza tempo.
*riferimento al sisma che colpì gravemente la Sicilia occidentale
alla fine degli anni '60 (N. d. A.)

 

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1 commenti:

  • Dorian Gray il 23/09/2007 18:56
    Forse il tuo lessico molto ricercato non riesce a dipingere ciò che hai in mente... O meglio, io non ho capito ciò che tu vuoi comunicare!

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